Midda's Chronicles - le Cronache

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Dopo la conclusione, con un finale particolarmente aperto, di "Non abbassare lo sguardo", è iniziata ieri sera la pubblicazione di "Non smettere di lottare", 48° racconto della saga regolare di Midda's Chronicles, riprendendo - ovviamente - il discorso rimasto in sospeso!
Buona lettura con il proseguo delle avventure della nostra ormai ex-mercenaria preferita in nuovi e inesplorati mondi, in un viaggio lungi dal potersi considerare concluso e che, certamente, proseguirà anche quando alfine superato il traguardo dell'11 gennaio 2018, ossia il decennale dall'inizio di quest'opera!

Grazie a tutti per l'affetto!

Sean, 25 novembre 2017

domenica 21 maggio 2017

RM 140 [già RM 007]


Il pranzo delle gemelle Bontor proseguì in maniera sufficientemente serena, nel vederle entrambe impegnate a evitare accuratamente ogni qual genere di argomento ipoteticamente troppo sensibili per l’occasione, preferendo concentrarsi, piuttosto, su questioni meno rischiose, se pur, non per questo, prive del proprio valore o del proprio interesse.
Fra una fetta di ottimo manzo e qualche sorso di vino, in tal modo, Midda ebbe possibilità di essere aggiornata dalla sorella nel merito dei progressi scolastici delle proprie nipotine, nonché dell’ultima promozione del cognato, ancora impegnato in trasferta a D.C. ma speranzosamente di ritorno entro le successive feste invernali; mentre Nissa ebbe occasione di essere informata nel merito dell’ultimo giro al pronto soccorso da parte della gemella, fortunatamente non in qualità di degente, ma qual semplice accompagnatrice di un paio di ragazze trasferitesi nell’appartamento accanto al suo soltanto due settimane prima, e liberate dagli spiacevoli abusi del loro protettore nel giro di un paio di giorni, ovviamente in conseguenza a un premuroso intervento da parte della stessa investigatrice incapace a restare indifferente di fronte a quanto, attraverso le troppo sottili pareti della loro palazzina, aveva avuto occasione di ascoltare stesse avvenendo a pochi metri da lei. E se Midda non poté negarsi indubbia soddisfazione, nonché un certo livello d’orgoglio, innanzi al resoconto delle avventure delle piccole, che adorava forse in misura persino maggiore rispetto a quanto non avrebbe potuto riservar loro neppure nel caso fossero state figlie sue; Nissa non mancò di provare quieto entusiasmo di fronte a quella vicenda che, sicuramente, avrebbe ulteriormente scandalizzato la loro genitrice, ma che, ciò non di meno, offriva nuova e meravigliosa conferma all’immagine che, da sempre, ella aveva della sorella nel proprio cuore, più prossima a una straordinaria eroina di altri tempi, figlia di una qualche dea della guerra, che a una comune mortale.

« Ovviamente questo resta fra noi… » le aveva raccomandato l’investigatrice, al termine del resoconto e a seguito dei complimenti espressi dall’interlocutrice, necessariamente più che graditi « Non ho proprio intenzione di fornire a nostra madre nuovi spunti per criticare il mio stile di vita, la mia abitazione o le mie frequentazioni. »
« Brucerò all’inferno per averlo detto… » premesse l’amministratrice delegata, aggrottando la fronte a quell’ultimo commento da parte della propria controparte « … ma ti assicuro che l’unica differenza che sussiste fra la maggior parte delle mie abituali frequentazioni e le tue è che, per lo meno, le tue sono meno ipocrite nel definire la propria professione. »
« E’ un modo velato per insinuare che sei circondata da uomini e donne di dubbie qualità morali…?! » suggerì Midda, sorridendo maliziosa in conseguenza di quella nota a pié di pagina che la sorella aveva desiderato porre in evidenza.
« No no. » scosse il capo, storcendo le labbra verso il basso nel pensare a una buona porzione dei propri colleghi, sia uomini, sia donne, e al loro più assoluta assenza di qualunque morale, sia in campo professionale, sia in campo personale, almeno a fronte degli eventi dei quali erano soliti vantarsi, schernendola in maniera non propriamente implicita tanto per il proprio meritato successo nel lavoro, quanto per la propria, a loro dire inconcepibile, fedeltà coniugale « Intendo dire che sono veramente delle pu… »
« … pulzelle. » censurò l’altra, sorridendo divertita innanzi a quello slancio volgare da parte della gemella, abitualmente tanto moderata e controllata nel proprio modo di porsi, spontaneamente diplomatica come ella, altresì, non era mai riuscita a proporsi neppure nei momenti più quieti della propria esistenza, caratteristica a lei del tutto estranea « Ricordati che qui ti conoscono, tesoro. Ed è anche uno dei tuoi ristoranti preferiti. » la volle porre in guardia, non desiderando che, inavvertitamente, potesse ritrovarsi in una situazione di imbarazzo per qualche opinione espressa con troppa sincerità.
« Toh... questa è nuova! » osservò Nissa, colta in contropiede da quell'insolita inversione di ruoli fra lei e l'altra, abituata più a moderare che a essere moderata.
« Lo dico per te... » puntualizzò la prima, intuendo i pensieri della gemella e non desiderando lasciar adito a dubbi « Per quanto mi concerne, poi, possiamo parlare tranquillamente delle meretrici con cui lavori, uomini e donne indistintamente, e di tutte le loro più sfrenate perversioni sessuali. » incalzò, a offrire riprova della propria più assoluta indifferenza alla questione « E per inciso, trovo ridicola tutta questa passione che si sta diffondendo nei confronti del sadomasochismo, da parte di persone che non immaginano neppure l'esistenza del marchese De Sade e del vero significato della parodia che si entusiasmano a rappresentare con qualche manetta di pelouche e un frustino giocattolo. »
« Sei una peste! » scoppiò a ridere la sorella, innanzi alla sfacciataggine dell'interlocutrice, per la quale, pur, non avrebbe potuto dirsi sorpresa.
« Almeno non ti lascerò bruciare all'inferno da sola! » si giustificò Midda, stringendosi fra le spalle e rievocando, in tal modo, il destino che si era autonomamente profetizzato la controparte « Dopotutto non vorrai liberarti di me nell'aldilà, spero bene. »

Solo quando i piatti furono svuotati e, a completamento del pasto, fu servito anche il dolce, strudel di mele con panna montata per Nissa e una coppa gelato per Midda, le due commensali decisero di concedersi possibilità di parlare di lavoro, giungendo alle informazioni promesse all'investigatrice in cambio della sua partecipazione a quel momento conviviale.
L'amministratrice delegata della "Rogautt Enterprises", pertanto, estrasse dalla propria borsetta, in pelle bianca per intonarsi all'uniformità del candore dei suoi abiti, una memoria USB e la consegnò alla propria ospite, insieme a un dolce sorriso carico di gratitudine per quel momento concessole. E seppur quest'ultima avrebbe indubbiamente dovuto dimostrarsi grata alla sorella per l'aiuto offertole, nell'accogliere la memoria USB non riuscì a negarsi l'ennesima provocazione all'indirizzo della propria anfitrione...

« Grazie per il tuo aiuto... ma... sarebbe stato troppo chiederti di stampare le informazioni e consegnarmele in un mai superato fascicolo cartaceo?! » protestò, con tono che pur, a dispetto delle parole, non avrebbe mai bramato sollevare la benché minima polemica nei suoi riguardi « Cioè... fantastica la tecnologia, grandiosa la virtualizzazione delle informazioni... ma... ora devo passare in una copisteria a farmi stampare tutto quanto, se voglio leggerlo senza tornare a casa. »
« Retrograda! » la apostrofò Nissa, scuotendo il capo « Non abbia a esser interpretato mio desiderio quello di sconvolgere le poche certezze alla base della tua esistenza... ma è da qualche lustro che esistono dei luoghi chiamati Internet cafè, dove potrai usufruire di un computer. Visto che, palesemente, pretendere da parte tua l'adozione di un tablet equivarrebbe l'abbandono dello scorso millennio, con tutti i conseguenti rimorsi all'idea di quella povera epoca dimenticata. »
« Ti riferisci agli anni '80, con tutto il loro straordinario carico di emozioni e ricordi?! »
« 1880? Sì certo! » confermò la prima, sorniona « Che periodo straordinario l'Epoca Vittoriana! » la canzonò, confondendo volutamente i due secoli passati per evidenziare maggiormente la distanza esistente fra l'interlocutrice e il presente.
« Ricordi quando poco fa ho detto di adorarti? » rievocò Midda, accigliandosi « Ecco. Mi ero sbagliata. In verità ti odio profondamente, vipera che non sei altro. » si corresse, mostrando subito dopo la lingua alla sorella, in un gesto decisamente poco maturo, per quanto trasparente della volontà di gioco così espressa.

Malgrado la critica in tal modo sollevata nei riguardi della gemella, e la conseguente presa di posizione in sua avversione, l'investigatrice fece sparire rapidamente la memoria USB nel taschino dei propri jeans e, nel far ciò, si levò in piedi, pronta a prendere congedo da quella comunque gradevole tavola, al di là di tutte le obiezioni da lei inizialmente sollevate in contrasto all'affettuoso ricatto subito.

« Immagino che domani non avrai tempo per tenermi ancora compagnia a pranzo, vero? » chiese, sostanzialmente in maniera retorica, Nissa, già certa che quel miracolo non avrebbe avuto possibilità di ripetersi fatta eccezione per esigenze esplicite da parte della sorella.

(episodio precedentemente pubblicato il 30 dicembre 2015 alle ore 22:35)

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