Midda's Chronicles - le Cronache

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Conclusa la lunga, lunghissima (tre anni...) pubblicazione de "Il viaggio continua", il racconto che, nella mia memoria sarà ricordato come l'episodio dell'ora più buia di questa pubblicazione; inizia oggi "Non abbassare lo sguardo", il 47° racconto della saga regolare di Midda's Chronicles (50° considerando anche i tre racconti pubblicati all'insegna del marchio Reimaging Midda)!
Racconto che, quindi, oltre ad avere potenzialmente un numero importante, ci accompagnerà verso il traguardo dell'11 gennaio 2018, ossia il decennale dall'inizio di questo viaggio insieme!

Grazie a tutti per l'affetto!

Sean, 5 ottobre 2017

martedì 21 marzo 2017

RM 079


Qualche minuto dopo, i dodici si erano riuniti attorno a una grande tavolata, nella sala principale della dimora di Nissa Bontor, al fine di condividere le informazioni in loro possesso.
La padrona di casa, per l’occasione, aveva provveduto a chiedere al proprio sposo di condurre i loro figli altrove, concedendosi, e concedendo loro, una piccola vacanza in maniera tale che, a discapito di quanto avrebbe potuto essere detto o deciso, nulla avesse a dover turbare le loro menti infantili. Una premura che, invero, ella aveva tacitamente riservato anche al marito, il quale, pur non privo di confidenza con il suo passato, o con il passato della cognata, non aveva mai avuto trascorsi comuni con il loro particolare mondo e, di ciò, Nissa non avrebbe potuto dirsi dispiaciuta, preferendo, al contrario, che simile estraneità avesse a potersi mantenere ancor tale per il resto della sua esistenza.

« Ancora non posso credere che tu abbia rifiutato le mie attenzioni in favore di una tale nullità… » sospirò Desmair, gettando uno sguardo a una fotografia di famiglia, nella quale il loro anfitrione appariva ritratta in compagnia dello sposo e dei loro pargoli « Dove hai detto di aver incontrato questa ameba? »
« Non l’ho detto… e, comunque, non intendo proseguire alcuna discussione in tal senso con te, Desmair. » sancì Nissa, a chiusura del discorso così ipoteticamente intavolato « Si chiama vita privata per una ragione. E non siamo qui, in questo momento, per parlare di ciò… »
« Ah… vero. » sorrise sornione il colosso dalla pelle simile a cuoio rosso « Il tema del giorno non è la tua vita privata, ma quella di tua sorella. » sottolineò, non senza una certa malizia nell’evidenziare quanto, comunque, la questione in discussione avesse a doversi considerare di ordine personale « Per quello che vale, comunque, Brote mi piaceva: era un uomo forte e determinato come pochi, con una straordinaria capacità strategica e una logica squisitamente spregiudicata nel gestire le risorse in proprio possesso. E, sono certo, in un’altra vita sarebbe potuto essere un vero signore della guerra. »
« … spregiudicato…? » osservò Carsa, aggrottando la fronte, nel non apprezzare una simile descrizione del loro ex-commilitone, non tanto per un quale ipotetico, e pur sostanzialmente vano, rispetto per un trapassato, quanto e piuttosto per la sua vedova, che poco avrebbe potuto apprezzare una simile definizione.
« Spregiudicato, inteso come libero da pregiudizi. » puntualizzò il flegetauno, così incalzato « La malizia è negli occhi di chi guarda e nelle orecchie di chi ascolta, mia cara: dal mio punto di vista, Brote era un uomo degno di ogni rispetto per la sua capacità a non lasciarsi plagiare dalla folla… »
« Ti ringrazio per l’apprezzamento nei confronti del mio defunto marito. » intervenne Midda, a tentare di arginare la deriva che quel dialogo stava assumendo, per riportare l’attenzione comune, e delle voci lì coinvolte in particolare, al tema cardine « E proprio nel desiderio di onorare la sua memoria, ciò che possiamo compiere ora è spendere le nostre energie al fine di portare a termine questa missione mia personale, vero, ma alla quale avete tutti generosamente accettato di prendere parte… e in questo sarò per sempre vostra debitrice. »
« Non dirlo neppure. » scosse il capo Heska, escludendo lapidariamente simile aspetto nel merito di quanto stava accadendo.
« Siamo una squadra… siamo una famiglia… » intervenne Be’Wahr, accodandosi alla propria bionda sorella d’arme « E, per quanto, in questi ultimi dieci anni si possa aver intrapreso strade diverse, nulla potrà mai cancellare il nostro passato, la nostra storia. »
« Abbiamo affrontato insieme così tante avventure, al punto tale che, probabilmente, avrebbero a dover essere considerati proprio questi ultimi dieci anni di lontananza come l’anomalia. » annuì Salge, assolutamente d’accordo con il compagno di ventura « Non di certo questa riunificazione… »
« Credo che Nissa desiderasse illustrarci quanto ha scoperto in questi ultimi mesi. » interruppe bruscamente Desmair, riprendendo voce nella sala, a porre fine a quella parentesi di insopportabile buonismo, qual, dal suo personale punto di vista, non avrebbe potuto ovviare a considerare.

Una mezza dozzina di sguardi tutt’altro che animati da buone intenzioni vennero rivolti, allora, all’indirizzo della chimera dalle sembianze demoniache, per quanto, comunque, alcuno ebbe a prendere ulteriormente voce a suo discapito giacché, seppur con modi e tempi decisamente criticabili, quanto egli aveva appena dichiarato non avrebbe avuto a doversi giudicare errato.
E Nissa, così richiamata, non mancò di sfruttare la quiete appena ricostituita per tornare, immediatamente, sull’argomento, animata dal sincero amore per i propri nipoti, il fato dei quali era per lei divenuto un pensiero ossessivo…

« L’organizzazione alla quale abbiamo dichiarato guerra è conosciuta come Loor’Nos-Kahn, un termine intraducibile nella lingua corrente e che, tuttavia, potrebbe essere vagamente assimilato a “il vuoto nell’anima di un dio morto”. » iniziò a spiegare, alzandosi in piedi per coinvolgere in maniera maggiore l’interesse del pubblico lì radunatosi « A quanto ho potuto verificare, è un’organizzazione criminale che si sta radicando in maniera capillare in buona parte dell’universo conosciuto, impegnandosi in molteplici settori differenti: dal commercio di armi a quello di schiavi, dallo spaccio di droga al controllo della prostituzione. »
« Personcine a modo, insomma… » commentò sottovoce Duva, aggrottando appena la fronte.
« Straordinariamente a modo… » annuì Nissa, per poi proseguire « A differenza di simili organizzazioni, abitualmente facenti capo a un qualche signore della guerra, la peculiarità della Loor’Nos-Kahn pare essere l’assenza di un vero e proprio vertice gerarchico: la principale difficoltà, nel rapportarsi con essi anche per i diversi organismi governativi, risiede proprio nel fatto che, in assenza di una figura con la quale confrontarsi, risulta anche estremamente complicato riuscire a identificare con certezza quali attività siano o meno riconducibili realmente a loro e quali, piuttosto, a qualche branco di sbandati semplicemente desiderosi di sentirsi parte di qualcosa di più grande e, in ciò, facenti sfoggio di un nome non loro… »
« L’ho sempre detto che il mio è un lavoro di pubblica utilità… » sorrise Desmair, in riferimento al proprio ruolo di signore della guerra, come già suo padre prima di lui.
« Noi, comunque, abbiamo la certezza che Caian e Pares siano nelle mani della Loor’Nos-Kahn e non di qualche… branco di sbandati? » domandò Ma’Vret, ignorando l’ultimo intervento del flegetauno per concentrarsi sulla questione principale « Da come lo stai spiegando, non è scontato… »
« Non posso offrirvi certezza nel merito del fatto che la Loor’Nos-Kahn fosse coinvolta fin dall’inizio nella questione… » ammise l’oratrice, scuotendo appena il capo nel dichiarare tale limite « Tuttavia, non appena ha iniziato a diffondersi la notizia del rapimento dei figli di Guerra da parte di un gruppo di predoni chimere, la questione ha visto un immediato coinvolgimento dell’organizzazione al fine di ricondurre l’intera cosa alla propria sfera di competenza, motivati da un forte interesse personale in tal senso… »
« Cosa intendi dire…? » chiese Midda, socchiudendo appena i propri occhi color ghiaccio, all’interno delle iridi dei quali le pupille si erano allora ridotte alle dimensioni di una capocchia di spillo, quale reazione a quella che stava, istintivamente, riconoscendo come una minaccia.

Un momento di silenzio preluse la replica dell’interrogata, quasi a enfatizzare un intimo dubbio nel condividere quell’informazione, quel dettaglio, piuttosto che ovviare al medesimo.
Tuttavia, alfine, Nissa risolse evidentemente il proprio conflitto interiore, giacché ebbe a riprendere, per offrire soddisfazione alla curiosità della propria gemella…

« Non è un caso che la Loor’Nos-Kahn nasca priva di un signore della guerra. » asserì seria, storcendo le labbra verso il basso « Basandomi su quanto sono riuscita a ricostruire nel merito della loro storia, essa è derivata dalla riorganizzazione delle numerose risorse, in termini di uomini e materiali, rimaste prive di scopo in conseguenza all’uccisione di Kah. » spiegò, con un lieve sospiro di triste rassegnazione nel dover ammettere tutto quello « In altre parole… »

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