Midda's Chronicles - le Cronache

News & Comunicazioni

E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

lunedì 20 marzo 2017

RM 078


« Ce ne hai messo di tempo a tornare… » obiettò Nissa Bontor, accogliendo la gemella « I miei nipoti sono stati rapiti da quasi nove mesi e loro madre, invece di andare a salvarli, ha preferito girovagare per le vastità siderali. »

L’ultima ad aggregarsi al gruppo così ricostituito, alla squadra che, con tanta pazienza, Midda Bontor aveva riformato, fu la prima alla quale, in verità, ella aveva avuto a rivolgersi e dalla quale, immediatamente, si era comunque separata, nel seguire due diversi incarichi, nel perseguire due diversi scopi. In ciò, mentre Guerra, così come giustamente rimproverato, aveva viaggiato attraverso mondi e sistemi solari all’unico fine di ricostituire il proprio antico commando, nel desiderio, non soltanto, di recuperare i propri figli ma, anche, di sterminare sistematicamente tutti coloro che avrebbero avuto a dover essere considerati coinvolti della strage in cui Brote aveva perduto la vita; la sua sorella gemella aveva dedicato le proprie energie, i propri sforzi, a ricostruire le dinamiche di quanto accaduto, raccogliendo informazioni nel merito dei loro antagonisti e, soprattutto, del fato dei propri nipoti.

« No ho girovagato per le vastità siderali… » replicò secca Midda Bontor, scuotendo il capo « Nel mentre in cui concedevo al mio corpo tempo sufficiente per riprendersi, ho radunato tutte le nostre forze, tutte le nostre risorse, preparandomi, ove necessario, a mettere a ferro e fuoco l’intero universo. »

Fino a nove mesi prima, fra Midda Namile Bontor e Nissa Ronae Bontor, non avrebbero avuto a poter essere individuate molte differenze fisiche. Al contrario: gemelle fondamentalmente identiche persino nella disposizione delle efelidi in corrispondenza ai rispettivi nasi, Midda e Nissa erano sempre state così vicine l’una all’altra, così solidali l’una con l’altra, dall’essere sovente confuse non soltanto nella propria stessa identità ma, ancor più, nella propria stessa dualità.
Che Midda e Nissa, infatti, fossero due persone distinte, due donne contraddistinte da caratteri ben diversi, da approcci alla vita ben separati, non avrebbe avuto a dover essere considerato un mistero per i loro compagni di viaggio, e per tutti coloro che, nella propria esistenza, avevano avuto occasione di incontrarle e conoscerle: per il resto dell’universo, anzi, all’interno dell’unico nome di Guerra, probabilmente, avrebbero avuto a dover essere indistintamente considerate entrambe, quasi, appunto, all’atto pratico altro non fossero che la medesima persona, lo stesso individuo, un’unica identità. E se, in parte per la propria irruenza, sicuramente per la propria più assoluta mancanza di discrezione, e, probabilmente, per il proprio sovente protagonismo, Midda Bontor era stata colei il cui nome, maggiormente, era stato associato a Guerra; Nissa Bontor, con la propria razionalità, con la propria straordinaria mente strategica, con le proprie incredibili capacità tattiche, avrebbe avuto a dover essere considerata, propriamente, la mente operativa dietro a tutto ciò che aveva reso Guerra e i suoi mercenari così celebri nell’universo, nei propri successi, in una serie di incommensurabili trionfi che, dalla Storia, li avevano proiettati direttamente nel mito.

« E ci sei riuscita? » storse le labbra Nissa, non potendo, proprio malgrado, criticare la logica alla base dell’azione della propria gemella, per quanto, in quel particolare frangente, non fosse in grado di condividerla « O hai soltanto sprecato il tuo tempo per andare dal parrucchiere a farti rovinare la testa…? »

Proprio a fronte delle differenze caratteriali esistenti fra Midda e Nissa, quasi sorprendente avrebbe avuto a dover essere considerato quel dialogo, il rimprovero destinato da colei abitualmente più riflessiva, più moderata, più strategica a discapito di chi, altresì, normalmente irruente, distruttiva, devastante come una primordiale forza della natura, e destinato a non offrire giustificazione nel merito di quella scelta volta a radunare tutte le proprie risorse prima, ancora, di scendere in battaglia.
Tuttavia, all’antitesi dell’evidenza di come Midda avrebbe avuto a dover essere considerata l’istintiva e Nissa la razionale della coppia; innanzi all’orrore rappresentato dagli eventi di nove mesi prima, l’istintiva aveva ceduto il passo alla razionalità, nel non potersi permettere che i suoi figli potessero aver a pagare il prezzo di un gesto inconsulto, di un’aggressione priva di adeguata pianificazione, e la razionale aveva ceduto il passo all’istinto, nel ritrovarsi vittima di un’ampia gamma di emozioni nel confronto con le quali difficilmente avrebbe potuto restare quieta nell’attesa della definizione di una più accurata strategia.

« Ho preferito un taglio più tattico, ispirata da Ja’Nihr… » replicò Midda, in riferimento alla propria nuova acconciatura « E, per il resto, giudica tu! » la invitò, indicando le due navette alle sue spalle, una proveniente dalla Kriarya, l’altra dalla Jol’Ange, entrambe rimaste in orbita, e innanzi alle quali erano lì radunati tutti coloro che, in quei nove mesi, ella aveva pazientemente radunato.

Carsa Anloch, Duva Nebiria, Salge Tresand, Heska Narzoi, Howe Ahlk-Ma, Be'Wahr Udonn, Har-Lys’sha, Ja’Nihr Noam’Il, Ma’Vret Ilom’An, Desmair: l’antica squadra ricostituita, nella propria formazione più amplia, nella propria versione più completa, con la sola eccezione del perduto Brote. Uomini e donne, umani e chimere, innanzi all’associazione dei quali l’intero universo avrebbe avuto a dover tremare, laddove già una parte di loro, una singola unità di quel gruppo, avrebbe avuto a doversi considerare indubbiamente temibile, ma nell’assemblea, nell’unione dei quali, qualunque signore della guerra, qualunque governo o regno stellare, avrebbe avuto a valutare la propria resa, come unica alternativa ammissibile a morte certa, laddove essi avessero deciso di agire.

« Ci sono proprio tutti… persino Desmair… » esitò Nissa, con tono di voce più moderato, affinché solo la sua gemella avesse a udirla in quell’espressione inequivocabilmente critica nel merito della presenza di quell’individuo particolare fra le loro schiere.
« Lo sai che ha sempre avuto un debole per te. » sorrise Midda per tutta risposta, cercando di ironizzare nel merito della questione, ben comprendendo i dubbi della sorella e, ciò non di meno, perfettamente conscia di quanto un tale individuo, per quanto disprezzabile, avesse allora a doversi considerare non meno fondamentale, rispetto a chiunque altro, nella riuscita della loro impresa.
« Ed è proprio questo che mi spaventa di più… » precisò la prima, non negando di palesare la propria disapprovazione a tal riguardo.
« … tu hai qualche novità su Caian e Pares…? » domandò la seconda, chiudendo lì tale parentesi e ritornando senza esitazione alcuna all’argomento iniziale, a dimostrazione di quanto, sebbene avesse pazientato per nove mesi, ella altro non avesse a desiderare di recuperare i propri figli, e di completare, al più presto, la propria vendetta.
« Sì… » annuì, pertanto, Nissa, ovviando a perdere a propria volta ulteriormente tempo in eventuali repliche polemiche verso la gemella, così come avrebbe potuto pur concedersi di fronte a quella domanda pur evidentemente retorica e che, da lei, avrebbe potuto essere volutamente fraintesa come una critica sollevata nel merito del proprio operato « Facendola breve ho una notizia positiva… e una negativa. »
« Parti dalla buona notizia… ne ho bisogno. » la invitò Midda, nel temere l’eventualità di un qualche tragico risvolto ricollegabile anche alla lunga attesa da lei riservatasi.
« Sicuramente i tuoi figli sono vivi. » sancì in risposta, evitando ulteriore tergiversare « I loro rapitori non avevano la benché minima idea di chi voi foste, quando vi hanno attaccato. Ma, poi, la notizia dell’accaduto ha iniziato a diffondersi e, in questo, l’idea di aver imposto un torto a Guerra lì ha gettati nel panico, costringendoli a fare i conti con un terrificante imprevisto. »
« E la cattiva notizia…? » insistette.
« A quanto sono riuscita a intendere, l’organizzazione dietro a questo traffico non è riuscita a comprendere con precisione chi fossero i tuoi figli fra tutti i prigionieri accumulati nel periodo dell’accaduto e, in questo, ha dovuto correre ai ripari in maniera per noi spiacevolmente complicata… » rispose, con tono grave « … i tuoi figli, in questo momento, potrebbero essere in almeno dodici diversi punti dell’universo. »

0 commenti: