Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

giovedì 16 marzo 2017

RM 074


Har-Lys’sha.

Per i più, soprattutto laddove umani, nell’intento di definire Har-Lys’sha, sarebbe stato sufficiente il termine chimera. Per altri, egualmente umani, e desiderosi di non risultar razzisti, seppur, ciò non di meno, inconsapevolmente tali, si sarebbe reso necessario il termine ofidiana. Per i pochi, altresì, che in lei avrebbero visto, innanzitutto, una donna e, soltanto dopo, un’aliena non umana, l’unica maniera per nominarla sarebbe stato il diminutivo del suo nome, abitualmente riservato soltanto ai suoi amici: Lys’sh.
Lys’sh era nata trentadue cicli prima, a Kala’assh, la principale città del quinto pianeta del sistema di Har’Kyh-Ishh: figlia di genitori ofidiani, e con una pur minima traccia di sangue umano nelle sue vene, utile a classificarla come un’ibrida e, in questo, a renderla destinataria non soltanto di odi razziali da parte degli umani, ma anche di altre chimere purosangue; ella aveva condiviso gli anni più felici della propria vita con trentasette fratelli e sorelle di nidiata, crescendo felice in un mondo in cui, fortunatamente, i rapporti fra umani e ofidiani erano sempre stati sufficientemente sereni, sebbene, nel dividersi in maniera pressoché equa la maggior parte dell’universo, le due razze non avessero mai mancato di trovare, troppo sovente, occasione di rivalità e di tensione. Purtroppo, la tranquillità degli anni dell’infanzia della giovane ebbe a essere violentemente interrotta, brutalmente cancellata, ancor prima che le fosse concessa occasione di festeggiare il proprio decimo compleanno, nell’esplosione del primo conflitto umano-ofidiano. E così, nel ritrovarsi precipitata, a soli dieci cicli, in una terrificante guerra di razze; nell’assistere alla distruzione della casa in cui ella era nata, nonché del proprio intero pianeta natale; e nel ritrovarsi costretta a scavare, a mani nude, le fosse per i propri genitori e per più di metà dei propri fratelli e delle proprie sorelle; proprio malgrado Lys’sh era stata costretta a crescere molto più in fretta del dovuto, a dimenticare l’innocenza della fanciullezza, in favore di un più semplice, istintivo imperativo… sopravvivere.
A dispetto di quanto, i più, potessero sapere, o ritenere di sapere, nel merito delle ragioni per cui Midda Bontor, Guerra, ebbe a prendere parte al primo conflitto umano-ofidiano schierandosi proprio sul fronte a lei più alieno; ben pochi avrebbero potuto essere considerati coloro a conoscenza delle reali motivazioni di quella scelta, e, ancor meno, delle effettive dinamiche degli eventi di quei terrificanti anni. Perché, in maniera del tutto indifferente a supposte motivazioni politiche, all’idea di un qualche coinvolgimento in una ricerca di emancipazione per una tutt’altro che minoritaria fazione all’interno dei complessi equilibri interstellari, ciò che spinse la mercenaria ad abbracciare la causa ofidiana, altro non fu che la volontà di concedere ai quei bambini e a quelle bambine, fra cui la piccola Lys’sh, la speranza di un futuro. Ove, qualche ciclo più tardi, Guerra avrebbe, infatti, salvato la giovane Heska Narzoi dal proprio destino, accogliendola come propria protetta; a quell’epoca, invero, ella ebbe sostanzialmente ad adottare quell’orfana di guerra, per lei diventando non soltanto un esempio, un’ispirazione, una maestra di vita e d’arme, ma, a tutti gli effetti, una seconda madre, o, piuttosto, in conseguenza di soltanto otto anni di differenza fra loro, una sorella maggiore. Una sorella maggiore che, addirittura, in occasione del secondo conflitto umano-ofidiani, di solo quattro anni più tardi, ebbe ragione a mutare completamente schieramento unicamente per il bene della propria sorellina, di colei che, nell’allor cresciuta antropofobia da parte della popolazione ofidiana nel troppo recentemente pacificato sistema di Har’Kyh-Ishh, era stata presa di mira insieme a qualunque mezzosangue, così come, in maniera dispregiativa, avevano iniziato a essere definiti tutti coloro privi di una ascendenza pura.
Ben due, quindi, furono le guerre alle quali Midda Bontor prese parte, e pose fine, in nome di Lys’sh: unità di misura obiettivamente più che significativa per descrivere quanto autentico fosse il legame d’affetto instauratosi fra loro. Ragione per la quale, quando alfine tutto avrebbe avuto a doversi considerare concluso, l’ormai adolescente Lys’sh non avrebbe avuto ragione alcuna per separarsi da lei, e dal resto di quella che, in tutto e per tutto, era divenuta la sua nuova famiglia. Non che, la propria permanenza all’interno di quel gruppo, avrebbe avuto a doversi erroneamente considerare qual un peso, ove, obiettivamente, in nulla e per nulla Har-Lys’sha avrebbe avuto a doversi considerare una guerriera, una combattente meno capace di qualunque fra i suoi compagni… anzi! In quanto ofidiana, pur non di sangue puro, molte delle caratteristiche proprie della sua razza ebbero a dimostrarsi un indubbio vantaggio strategico per tutti loro: a partire dal suo olfatto e dal suo gusto straordinariamente sviluppati, così come, non di meno il suo udito e il suo tatto; sino ad arrivare alla sua straordinaria capacità di muoversi nel silenzio più totale, in maniera tale, addirittura, da riuscire a sorprendere persino la sua sorellona.

Quando, dieci anni prima, Guerra aveva scelto di ritirarsi a vita privata, per crescere indisturbata i propri figli, non senza un certo peso nel profondo del proprio cuore Lys’sh aveva scelto di fare un passo indietro: non che le fosse stato richiesto o che, in tal direzione, avesse ricevuto un qualche implicito invito a volgere i propri passi. Al contrario, unica all’interno di tutto il gruppo, ella era stata persino destinataria di un’esplicita richiesta a restare al suo fianco, seguendola nel mondo sereno in cui ella e Brote sarebbero andati a crescere la prole, per poter tornare a godere, finalmente e a sua volta, di quella tranquillità per lei un tempo propria e poi, purtroppo, violentemente sottrattale. Ma Lys’sh, ormai ventiduenne, aveva deciso che, pur senza tagliare i ponti con la propria sorellona e tutrice, avrebbe dovuto iniziare a cercare in autonomia il proprio posto nell’universo, ovunque questa ricerca l’avrebbe condotta.
Così, dieci cicli più tardi, Guerra ebbe a ritrovare, senza fatica alcuna nel ben conoscerne l’ubicazione, la propria amata sorellina, bella come non mai nei propri trentadue anni, là dove il destino l’aveva guidata, al termine di un lungo, lunghissimo peregrinare. E con un corpo slanciato e sinuoso, definito della propria femminilità da forme tutt’altro che spiacevoli a prescindere da qualunque interpretazione razziale, in arroganti piccoli seni sodi sopra un ventre appena convesso al di sotto di dove, se fosse stata umana, avrebbe sfoggiato il proprio ombelico, e in perfettamente tondeggianti glutei, al di sopra di magnifiche gambe tornite; con spalle piacevolmente delineate e lunghe e affusolate braccia; con pelle ricoperta di vellutate scaglie simili a quelle di un serpente, in tonalità di verde smeraldino; e con un volto squisito e affascinante nelle proprie caratteristiche ofidiane, quali grandi occhi gialli privi di iridi e dotati di sottili pupille verticali, un naso appena accennato e definito, per lo più, da due sottili fessure, e una bocca priva di labbra, quasi fosse stata aperta direttamente sulla pelle del suo viso; nulla di sorprendente avrebbe avuto a doversi considerare nel fatto che, quando Midda e il suo sempre più nutrito seguito vollero riunirsi a Lys’sh, quest’ultima ebbe a trovarsi niente poco di meno che impegnata nel bel mezzo di una sfilata di alta moda… nel duplice ruolo di stilista e, soprattutto, di modella.

« Perdonami… » esitò Duva, non potendo ovviare a dimostrarsi sorpresa innanzi a quella che, dal suo punto di vista, avrebbe avuto a doversi considerare una scoperta imprevista e, sinceramente, imprevedibile « … vuoi dirmi che la nostra Lys’sh è diventata un’indossatrice di abiti di alta moda…?! » domandò, avendo reale difficoltà a concepire che un’ex mercenaria loro pari potesse aver intrapreso una simile carriera.
« In verità è diventata una creatrice di abiti di alta moda… » puntualizzò Carsa, palesando come la sua assenza di meraviglia avrebbe avuto a doversi considerare conseguenza di una pregressa conoscenza a tal riguardo « Tutti quelli che vedi sfilare, sono gli ultimi modelli della sua nuova collezione primaverile. »
« Qualcuno avrebbe qualcosa in contrario all’eventualità che io possa innamorarmi perdutamente di lei…? » domandò Be’Wahr, trovando difficile poterle togliere gli occhi di dosso, complice sicuramente il medesimo abito che, con abile maestria, poneva in maggiore risalto la già non trascurabile sensualità dell’indossatrice.
« Se pensi di poter essere all’altezza della mia sorellina, sentiti libero di provare a corteggiarla. » si strinse fra le spalle Midda Bontor, per tutta risposta « Ma… prova a farla soffrire, e dovrai vedertela con me! »
« Fratello… » sussurrò a denti stretti Howe « … l’universo è pieno di belle ragazze: lascia perdere! » consigliò, per il bene del proprio biondo sodale, sinceramente preoccupato per la minaccia non poi così velata appena riservatagli.

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