Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

martedì 7 marzo 2017

RM 065


Meno di mezz’ora più tardi, la prima squadra di soccorso aveva completato il controllo dell’intera magione, constatando la prevedibile assenza di ulteriori superstiti. Un altro gruppo, in ciò, era già stato contattato per raggiungere la zona e premurarsi dei defunti ma, per intanto, la loro priorità avrebbe avuto a dover essere considerata la sopravvivenza di colei che, chiaramente, non poteva accettare l’idea di morire.
Midda Bontor, dopo essere stata cautamente ricollocata su una barella, era stata quindi trasportata a bordo della navetta, pronta a essere trasferita alla capitale, là dove avrebbe potuto ricevere migliori cure rispetto al primo intervento che pur il dottor Cone si era già premurato di dedicarle, con tutti i necessari limiti del caso. E fu proprio il buon medico il primo che, al momento del decollo, ebbe a tirare un primo sospiro di sollievo all’idea che, fra solo altre sei ore, sarebbero giunti a destinazione: un tempo enorme, senza dubbio, tale da riservare a quella donna una prova non più semplice di quella che già, la sorte, le aveva chiaramente voluto dedicare sino a quel momento, nelle lunghe ore in attesa dei soccorsi… e, ciò non di meno, una prova che, allora, avrebbe avuto a dover essere considerata qual destinata, finalmente, a un termine, in un conto alla rovescia che, nell’istante esatto in cui la loro navetta si era sollevata in aria, aveva iniziato a scorrere in suo esclusivo favore.

« Se posso permettermi la curiosità, sergente… » prese parola il dottore, continuando a monitorare le condizioni della donna sulla barella, bloccata in mezzo a loro nel centro dell’area cargo sita a poppa della compatta navetta, là dove, disposto in due file speculari, l’intero gruppo di soccorso si poneva stipato, con la sola eccezione del pilota e del suo secondo altresì collocati nell’abitacolo a prua « … mi potrebbe raccontare qualcosa di più nel merito della mia paziente? Ammetto che le sue parole, prima, mi hanno saputo incuriosire non poco. »
« Ohibò… » esitò il responsabile del gruppo, sorridendo quasi in imbarazzo a quella richiesta « Probabilmente, se tentassimo di narrare l’intera vita di Midda Bontor, le sei ore di viaggio davanti a noi risulterebbero paradossalmente insufficienti… » esplicitò le ragioni del proprio dubbio in tal senso « Tuttavia, cercherò di soddisfare la sua curiosità per come mi è possibile, dottore. » acconsentì, ritrovandosi a constatare come, in tal maniera, non soltanto l’interesse del suo diretto interlocutore fosse stato palesemente risvegliato, ma anche quello di chiunque attorno a loro.
« La mia attenzione… anzi, oserei dire, l’attenzione di tutti… è rivolta a lei, sergente. » ringraziò, con un cenno del capo, il dottor Cone, evidenziando quanto, attento ad ascoltarlo, non fosse più il solo.

Riservandosi, prima ancora di incominciare, un momento di riflessivo silenzio, Iano Koltre portò il proprio sguardo a chinarsi sul corpo di colei che, necessariamente, in quel momento, stava dominando la scena come protagonista, per quanto ferita, per quanto probabilmente più morta che viva, e, ciò non di meno, ancora una volta capace, in maniera a dir poco straordinaria, di dimostrare tutta la propria combattività, tutto il proprio fiero attaccamento alla vita, non come mera abitudine, ma come straordinaria avventura da vivere giorno dopo giorno. Una donna da ammirare, un esempio da imitare... e, a discapito della quale, purtroppo, il destino sembrava essersi tanto brutalmente schierato, imponendole tutto quello.
Non era giusto… non era corretto… non per lei, non per Brote, non per i loro bambini.

« Immagino che tutti abbiate sentito parlare delle rivolte minerarie dei sistemi periferici alle dipendenze dell’omni-governo di Loicare di venticinque cicli fa. » riprese voce, sollevando i propri occhi verdi smeraldo non soltanto verso il dottore, ma anche verso tutti gli altri loro compagni di ventura, all’interno della stiva « Così come immagino che, almeno in un qualche libro di storia, abbiate avuto occasione di sentir parlare dei due conflitti umano-ofidiani, di ventidue e diciotto cicli fa, nel sistema di Har’Kyh-Ishh. O, anche, della guerra dei due soli di Jorah, di quindici cicli fa… » elencò, attendendo una qualche conferma, verbale o meno, da parte dei propri ascoltatori.
« Sì, signore. » prese la parola Lares Gavin, uno dei membri più giovani della sua squadra, di appena vent’anni, annuendo esplicitamente a quell’appello « Sono praticamente i principali, e più sanguinosi, conflitti che hanno animato la galassia negli ultimi trenta cicli. Gran parte degli equilibri interplanetari che esistono ancora oggi, si debbono proprio agli orrori di simili eventi, e a quanto tutto ciò ebbe a scuotere, ineluttabilmente, il panorama politico di qualunque sistema. » esplicitò, a dimostrare quanto quella propria conferma non fosse vana retorica.
« Ecco… questi che ho elencato, sono solo alcuni fra i diversi, terrificanti conflitti che hanno visto partecipe… e partecipe sempre in prima linea, la qui presente Midda Bontor. » dichiarò Iano, con tono fermo e privo di ogni possibilità di fraintendimento, non volendo permettere ad alcuno di equivocare quella affermazione come una sorta di scherzo « Un tempo tenente colonnello della fanteria dell’omni-governo di Loicare, con numerose menzioni d’onore e riconoscimenti al merito militare, era già considerata una delle donne più letali dell’intero divisione d’assalto quando, proprio durante gli scontri con i minatori, non decise di disertare e, addirittura, di cambiare divisa, nello schierarsi pubblicamente contro l’omni-governo, non riconoscendone la legittimità d’azione in quello scenario. » raccontò, cercando di essere quanto più possibile obiettivo nell’esposizione dei fatti, non avendo interesse, in quel momento, a far scadere la questione in politica « Difficile poter ricollegare gli esiti di una guerra durata quasi tre cicli a una singola figura ma, credetemi, sono poche le persone nell’universo che, consapevoli di quello che stanno dicendo, avrebbero coscienza di escludere il peso del cambio di posizione di questa donna all’interno degli equilibri di quel conflitto. E, non a caso, sebbene inizialmente destinati a una quasi ineluttabile disfatta, ora della fine i ribelli vinsero, portando l’omni-governo a riconoscerne l’indipendenza. »
« Affascinante… » commentò il medico, aggrottando la fronte.
« Conclusa quella guerra, ella ottenne la grazia dall’omni-governo e le fu concessa la possibilità di vedersi reintegrata nel proprio ruolo e nel proprio grado: una mossa di natura assolutamente strategica, laddove nessuno desiderava perdere una simile risorsa. » proseguì il sergente, nel proprio riassunto « Midda Bontor, così, decise di diventare un soldato di ventura e, insieme ad alcuni compagni d’arme, iniziò a offrire i propri servigi, di volta in volta, non tanto al miglior offerente, quanto in direzione della causa per la quale sentiva di essere più giusto combattere. In questo, il primo conflitto umano-ofidiano la vide schierarsi a favore degli ofidiani, nel condividerne il desiderio di riconoscimento razziale all’interno del complesso panorama interplanetario: questo, tuttavia, non le proibì, pochi anni dopo la straordinaria vittoria della quale ella era stata indubbiamente corresponsabile, di mutare opinione e schieramento, prendendo le parti degli umani nel secondo conflitto, allor promosso da gruppi integralisti ofidiani che, galvanizzati dal primo successo, avevano deciso di poter osare di più… e tutti sappiamo come ebbe a concludersi. »
« Incredibile… » sussurrò Kolli Rems, un altro fra i soccorritori lì intenti ad ascoltare quelle parole che, se non fosse stato per l’assoluta e indubbia stima provata nei confronti del loro responsabile, difficilmente avrebbe potuto accettare per vere.
« Sì… incredibile è la parola giusta. » annuì Iano, con un sorriso tirato « Questa donna ha combattuto in più guerre, e battaglie, di quante chiunque altro, in qualunque altro pianeta, potrebbe mai vantare: ha attraversato le fiamme di Horshi, è sopravvissuta alla distruzione della luna scarlatta di Koon, ha riscattato dalla schiavitù l’intera razza elberichiana… e molto… molto altro ancora. » rievocò, scuotendo appena il capo, a escludere, in tal maniera, la possibilità di poter elencare nel dettaglio ogni merito da lei reso proprio « La sua abilità strategica è grande, ma il suo vero punto di forza, la sua reale natura, è sempre stata in grado di emergere nella battaglia, nel cuore pulsante dello scontro: l’impiego di armi bianche, così come di armi da fuoco, per lei sono sempre state espressione di un mirabile estro artistico, al punto tale che in molti mondi, per lei, hanno iniziato a adoperare un termine diverso a indicarla, una semplice parola, di cui ella era divenuta il più palese significante… Guerra. »

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