Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

giovedì 16 febbraio 2017

RM 046


Quelle parole ebbero, per Madailéin, l’effetto di una secchiata di acqua gelida, con tanto di cubetti di ghiaccio al suo interno. Per un primo istante ebbe a sgranare gli occhi con impeto tale che, persino, parvero poter balzare al di fuori delle orbite. Subito dopo, a fatica, trattenne il boccone di lasagna all’interno delle labbra, pur non potendo ovviare a tossire in maniera scomposta, costringendosi, in ciò, a coprirsi le labbra con entrambe le mani prima di perdere qualche pezzo in giro. E, dopo aver ingoiato con non poca fatica, ma con una certa urgenza affinché nessuno avesse possibilità di aggiungere altro, si riservò, contraddistinta da un certo livello di ansia, l’opportunità di prendere parola a tal riguardo, scandendo con voce quasi strozzata una semplice domanda…

« Papà… ma che diavolo ti sta passando per la testa?! »

In mezzo a tanti discorsi per lei spesso poco chiari, difficilmente comprensibili nelle proprie sfumature a causa di un contesto culturale completamente diverso da quello del proprio mondo, per la prima volta, in quel momento, Midda aveva altresì ben compreso a cosa stesse pensando il loro interlocutore, non che Maddie avesse suo malgrado qualche dubbio in quella che, obiettivamente, avrebbe avuto a dover essere considerata una questione retorica. A differenza della sua allieva, tuttavia, quell’interrogativo non ebbe a scandalizzarla, quanto, e piuttosto, a divertirla, al punto tale che dovette sforzarsi non poco per trattenere quello che altrimenti sarebbe stato un impeto di ilarità tale da vederla gettare il capo verso il cielo e scoppiare in una fragorosa risata.
Irrefrenabile divertimento, il suo, derivante non soltanto dall’idea che, qualcuno, potesse giudicare l’esistenza di qualcosa di tenero fra lei e… se stessa, o, quanto meno, una se stessa di un’altra dimensione; ma, anche, per la devastante ironia della sorte che, in quel frangente, nel quale stava venendo suggerita quell’eventualità, ella si era allor presentata sotto le mentite spoglie di Carsa Anloch, il nome di una sua vecchia amica, a tratti nemica, la quale, senza nascondere il suo interesse per lei, aveva anche tentato, in maniera pur discreta, un approccio nei suoi confronti.

« Perdonami, bambina mia… » cercò di argomentare il padre, in difesa di quanto appena asserito « Avrò ormai superato il mezzo secolo di vita, ma non sono così vecchio da non rendermi conto di quanto, da qualche mese a questa parte, tu sia cambiata in maniera radicale… e, sicuramente, positiva. » spiegò, a difesa del proprio ragionamento « Per tutta la tua vita, hai sempre tenuto il piede sul pedale del freno, impedendoti di esprimere realmente la tua natura… e, poi, tutto d’un tratto, qualcosa è cambiato e sul tuo volto ho iniziato, finalmente, a cogliere un senso di appagamento qual mai ho più visto da quando ancora c’era tua madre con noi! »

Avesse potuto, Maddie in quel momento sarebbe sprofondata nel pavimento, lasciandosi lì seppellire per la vergogna e la vergogna derivante non tanto dal fatto che suo padre la credesse omossessuale, cosa che non era ma che, eventualmente, non l’avrebbe neppur turbata, quando, e piuttosto, che suo padre potesse crederla legata in tal senso alla propria maestra d’arme, a quella versione più matura di sé, proveniente da un altro mondo, da un altro universo, e che, in quel frangente, chissà che cosa poteva star pensando di lei e di tutta la sua famiglia…

« … non sta succedendo davvero… » sussurrò, coprendosi il volto con le mani, nell’imbarazzo più totale « … questo è solo un incubo, e io sto per svegliarmi… » sembrò persino pregare, nella speranza che, tutto quello, si rivelasse uno scherzo, un gioco orchestrato per qualche assurda ragione, benché, proprio malgrado, comprendeva non essere realmente tale.
« Siete una così bella coppia… » cercò di insistere il padre, or quasi a giustificare la propria uscita, nel cogliere la reazione della figlia e, in questo, nel dispiacersi per aver, forse, errato nei tempi resi propri per quell’intervento « … e, francamente, la storia della dietologa è veramente assurda. »
« Papà… » si intromise Rín, originariamente dello stesso avviso del genitore e pur, allora, scopertasi in dubbio a tal riguardo, non tanto per la reazione della gemella, di equivocabile interpretazione, quanto più per quella della sua supposta compagna, palesemente troppo divertita per considerarsi adeguata a quel contesto, in qualunque chiave si fosse voluto leggere « … forse è meglio se la chiudiamo qui. » suggerì, a porgli un freno onde evitare di complicare ulteriormente le cose.
« Anche tu eri d’accordo? » domandò Maddie, osservando sconvolta la sorella solo con l’occhio destro, attraverso una piccola apertura fra indice e medio della corrispettiva mano, ancora appoggiata sul suo volto « Davvero, Rín?! »
« Devi ammettere che poteva aver senso… è da mesi che sembri un’altra persona… » tentò di giustificarsi la gemella, in quell’ultima reazione della sorella ormai certa dell’errore di valutazione compiuto dal padre e, di riflesso, anche da lei « E, poi, Carsa è una donna molto affascinante ed estremamente piacevole… »

La giovane allieva della figlia della guerra, più che contro l’orrore prodotto dal mordo cnidariano, più che contro la gargolla, più che contro qualunque altra creatura, sino a quel momento, fosse stata loro inviata da Anmel, in quel momento, in quel tranquillo contesto familiare, si sentì prossima a una vera e propria crisi isterica, percependo chiaramente come, da un momento all’altro, si sarebbe alzata in piedi per gridare a gran voce pochi concetti chiari: la sua eterosessualità, per quello che avrebbe potuto valere; il fatto che Midda non fosse la sua compagna, necessaria conseguenza dell’affermazione precedente; e il fatto che Midda non avrebbe mai potuto essere la sua compagna neppure nel caso in cui fosse stata omosessuale, giacché lei e Midda erano la stessa persona… e tutto quello, sinceramente, sarebbe stato quantomeno strano, per non dire estremamente perverso, a livelli tali che persino il leggendario Narciso in persona si sarebbe trovato quantomeno in imbarazzo!
Tuttavia, in quel frangente, una reazione isterica non sarebbe stata particolarmente salubre. E, soprattutto, riservarsi determinate reazioni, e annesse verità rivelatrici, avrebbe quantomeno creato qualche dubbio, da parte di suo padre e di sua sorella, nel merito della sua sanità mentale. Così, a salvarla dall’impiccio, ancora una volta adempiendo al proprio ruolo di protettrice, intervenne in quel frangente proprio la Figlia di Marr’Mahew, accantonando tutta l’ilarità del momento nel ben intuire quanto, allora, la sua apprendista fosse sul punto di crollare…

« Jules… Nóirín… temo ci sia stato un terribile equivoco. » richiese l’attenzione dei commensali, con tono quieto e controllato, pur non negandosi, ancora, un lieve sorriso divertito attorno all’intera questione « E’ vero che Maddie non vi ha raccontato esattamente la verità a mio riguardo… ed è vero che io non sono una dietologa. » ammise con tranquillità, non ritenendo necessario proseguire in quella fola che, sin dal principio, non avrebbe potuto considerarsi credibile « Ma fra lei e me non sussiste alcun coinvolgimento di tipo romantico. »
« Ah… » commentò il padre, arrossendo violentemente per quella placida negazione, di fronte alla quale tutta la propria apparentemente solida argomentazione si ritrovò a crollare come un fragile castello di carte.
« La verità è che, dopo il trauma che Maddie ha dovuto affrontare a seguito dell’aggressione nel suo appartamento, mi ha assunta perché le insegnassi a difendersi. » spiegò, in una nuova menzogna ma, per lo meno, sperava, più credibile della precedente « Da allora, ogni sera, dopo il lavoro, lei viene da me ad allenarsi… motivo per il quale, finalmente, ha iniziato a ritrovare fiducia in se stessa. E se non vi ha detto nulla è stato solo per cercare di non darvi ragione di preoccupazione, all’idea che, in qualche modo, potesse mettersi nei guai. »

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