Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

martedì 7 febbraio 2017

RM 037


« A costo di sembrare egocentrica, nel rivolgere un complimento a una mia versione alternativa, devo ammetterlo: la tua curva di apprendimento è indubbiamente straordinaria… » asserì un giorno Midda, segnando, con tali parole, la conclusione della loro sessione di addestramento quotidiana.
Dalla postura di guardia che aveva assunto, Maddie ebbe quindi a risollevarsi in postura eretta con ammirevole grazia, lasciando roteare un lungo bastone attorno ai propri fianchi per poi guidarlo, a riposo, dietro la propria schiena, prima di chinare appena il capo e, con sincero rispetto, esprimere la propria gratitudine nei confronti della sua mentore: « Ti ringrazio, maestra. »

In tutta la propria vita, la mercenaria aveva sempre ovviato all’ipocrisia e, con essa, a complimenti gratuiti, considerati pressoché pari a vuote espressioni retoriche. Allorché sprecare il proprio tempo in futili salamelecchi, ella aveva da sempre preferito puntare all’essenza dei fatti più concreti, finanche ad apparire brutale nelle proprie opinioni. In questo, pertanto, la decisione volta a esprimere il proprio consenso nei confronti della propria allieva avrebbe avuto a doversi considerare un premio faticosamente sudato, una ricompensa assolutamente meritata.
La giovane, del resto, dopo una fisiologica incertezza iniziale, aveva realmente iniziato a conseguire progressi a una velocità a dir poco incredibile, quasi, ancor più che apprendere dalla propria insegnante, ella stesse addirittura assorbendo da lei le proprie conoscenze, le proprie capacità in battaglia. Dalla lotta a mani nude al manganello, dal pugnale al bastone lungo, e, ancora, accette, martelli e quant’altro potesse essere impiegato come arma, ella stava maturando confidenza con meravigliosa naturalezza, non ancora superando, e probabilmente neppure eguagliando, la propria ispiratrice, ma, sicuramente, già dimostrandosi più competitiva con lei, spingendola addirittura, di tanto in tanto, a sferrare colpi senza più freno alcuno, in misura tale che, se solo non si fosse dimostrata sufficientemente pronta a difendersi, probabilmente un nuovo giro in ospedale sarebbe stato quantomeno indispensabile. Oltre alla confidenza con le tecniche di combattimento e le armi, tuttavia, l’apprendista stava rapidamente raffinando anche la propria velocità, la propria agilità, la propria forza, riconoscendo in tutto ciò fondamenti irrinunciabili a quella che avrebbe potuto essere la propria speranza di sopravvivenza, quando, ineluttabile, un nuovo attacco fosse giunto. Non che, nel frattempo, altre creature non fossero, di tanto in tanto, giunte a pretenderne l’attenzione e, probabilmente, la vita, per quanto, l’immancabile presenza della Figlia di Marr’Mahew avesse puntualmente ovviato a qualunque possibile necessità di scontro anche laddove, ormai, la sua protetta aveva iniziato a fantasticare sull’eventualità di riuscire a tutelarsi autonomamente.

« Non ringraziarmi… » escluse allora la donna guerriero, scuotendo il capo « Il mio non desiderava essere un complimento quanto, e solo, una mera constatazione dell’evidente realtà. » puntualizzò, escludendo apertamente ogni banalità da quella propria valutazione dell’altra « Per oggi abbiamo finito… torna dalla tua famiglia, e goditi una buona notte di riposo che, domani, vedremo di concentrarci su qualcosa di nuovo. » annunciò, non mancando di stuzzicare, e stuzzicare in maniera assolutamente positiva, la curiosità della propria interlocutrice, la quale non avrebbe potuto ovviare a spendere le seguenti ore nell’ipotizzare quale inedita arma, o tecnica, l’altra avrebbe potuto proporle.

Dopo aver riposto ordinatamente il proprio bastone sulla rastrelliera posta lungo la parete di fondo dello scantinato occupato abusivamente che, da qualche tempo, era divenuto per loro una vera e propria palestra, Maddie esitò un istante prima di raccogliere le proprie cose e allontanarsi, così come pur era stata puntualmente invitata a fare. Un dubbio, già da qualche tempo, dall’ultimo attacco a opera di una creatura di Anmel, aveva iniziato a insinuarsi nella sua mente e, se pur fino a quel momento aveva sempre taciuto, quella sera, probabilmente complice anche il complimento appena ricevuto, ella ipotizzò potesse essere giunta l’occasione più opportuna per esprimersi, cercando di porre da parte ogni possibile imbarazzo.

« Midda…? » richiamò, quindi, l’attenzione dell’altra, subito proseguendo « C’è una cosa che da un po’ di giorni vorrei chiederti. » introdusse, cercando, dopo di che, un qualche cenno di assenso da parte della controparte.
« Ancora qualche curiosità nel merito del mondo da cui arrivo…? » ipotizzò l’altra, offrendole la propria attenzione, con tono puntualmente materno, pronta a concederle ogni ulteriore informazione di cui ella potesse abbisognare.

In quelle settimane, del resto, non erano mancate mille domande da parte della giovane, quietamente dilazionate nel tempo e pur, in buona sostanza, utili a concedere la possibilità di scrivere un’intera biografia in dieci volumi nel merito della lunga e complessa vita della donna guerriero, o, quantomeno, degli ultimi dieci anni della stessa giacché, per scendere nel dettaglio di tutto, molti più volumi sarebbero ineluttabilmente occorsi. Con pazienza e, invero, un pizzico di rimpianto, Midda Bontor aveva cercato di offrire appagamento a ogni interrogativo, a partire da tutte le sfumature relative alla lunga, e complicata, relazione con la stessa regina Anmel; per poi proseguire con l’ancor meno banale rapporto con la propria famiglia, con la sua gemella Nissa, nella fattispecie, la distanza dalla quale era stata fonte di troppi morti, di troppe tragedie nella sua vita; non dimenticando, infine, un elenco apparentemente infinito di creature da lei combattute e uccise nel corso di così tante avventure da renderne difficile persino l’indicizzazione.
Al di là del sospetto così condiviso sull’oggetto dell’interrogativo domandatole, ad animare quella richiesta da parte di Maddie, in quella specifica occasione, non fu qualche altra richiesta sul suo passato, quanto, e piuttosto, nel merito del suo, e con esso del loro, futuro…

« No. » escluse la giovane dai capelli color del fuoco, in risposta « Sto pensando, più che altro, ad Anmel… e a quando e come potrà mai concludersi questa faccenda… » argomentò meglio, e ovviare a qualunque incomprensione « … secondo te finirà mai? » domandò alfine, dando voce a un interrogativo che già da troppo tempo recava seco « Riusciremo, un giorno, a sconfiggere Anmel…? » e, in ciò, impose al proprio tono di enfatizzare esplicitamente i puntini di sospensione, a ovviare a ulteriori approfondimenti della questione e, in ciò, a sperare, egualmente, in una risposta quanto più possibile puntuale e completa da parte della propria mentore.
« Sulla conclusione non ho dubbi. » rispose quindi la donna dai capelli corvini, piegando appena il capo di lato con fare riflessivo « In merito al poter, o meno, avere occasione di sconfiggere Anmel, invece, desidero persino sperare che non accada mai… » continuò, sorridendo con un’espressione carica d’affetto per lei « La mia speranza, infatti, è che, così come è accaduto in molti altri mondi, in molti altri universi nei quali ho già inseguito la mia antica avversaria, non appena risulterà evidente che, anche tu, hai da poter essere considerata, a tutti gli effetti, una di noi, allora l’Oscura Mietitrice abbia a scegliere di riprovarci in un’altra realtà. Così che il mio viaggio possa riprendere… e, con esso, la quieta normalità della tua vita quotidiana. »
« Non capisco… » esitò, altresì, la prima, aggrottando la fronte nel trovarsi posta innanzi a una simile prospettiva « … ma se questa è ancora, davvero, la tua speranza, quale senso può essere tributato a tutto il lavoro che stiamo facendo insieme? Tutto l’impegno che stai ponendo nel cercare di formarmi? » questionò con incedere ora incerto, colta sinceramente di sorpresa a sentirla esprimersi in tal direzione.
« Perché Anmel non avrà mai ragione di ritirarsi fino a quando la tua vera natura non sarà palese… » osservò, cercando di palesare l’ovvietà di quella risposta « … e, comunque, che tu possa crederci o no, ella non è l’unica minaccia di fronte alla quale la tua vita avrà mai a porsi a confronto. E, in ciò, il fatto che tu possa essere pronta a lottare, e a lottare per guadagnarti ogni nuovo passo in avanti, verso il tuo lontano futuro, per quanto mi riguarda non è meno importante di veder sconfitta la nostra prima antagonista. »

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