Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

mercoledì 18 gennaio 2017

RM 017


Pur avendo ormai esplicitamente accettato di accogliere l’esposizione dei fatti, per così come le sarebbe stata offerta dalla propria compagna di viaggio, qual verità per pura e semplice fede, senza ulteriormente sollevare eccezioni di credulità innanzi a una storia che, obiettivamente, avrebbe potuto essere considerata più prossima al genere fantastico che a una cronaca di vita vissuta; Maddie non avrebbe ancora potuto essere in grado di seguire con scontata ovvietà quanto le stava venendo presentato, a lei mancando, del resto, così tante basi sulle quali erigere la struttura di quella complicata narrazione in misura tale per cui anche i concetti più semplici avrebbero necessariamente rappresentato una concreta ragione di difficoltà di comprensione. Motivo per il quale, a ogni singola parola pronunciata dall’altra, non una, ma dieci, cento, mille ulteriori domande si affollavano nella sua mente, distraendola al punto tale da rendere ancor meno naturale l’ascolto anche e solo del primo concetto espresso.
Se, secondo le parole appena impiegate da Midda per descriverlo, il mondo attorno a loro aveva abbracciato uno straordinario progresso tecnologico, o, quantomeno, tale nel confronto con quello suggerito qual proprio d’origine, al contrario più arretrato, di preciso da che genere di realtà ella proveniva? Vi era tecnologia inferiore alla loro, quasi fosse rimasta ferma a metà del secolo scorso? O non vi era proprio alcun genere di tecnologia, riconducendosi a un contesto preindustriale o, persino, ancor più primitivo? E se così fosse stato, come poteva ella apparire tanto, straordinariamente, a proprio agio nel mondo attuale? Come poteva riuscire a dimostrarsi così confidente con automobili e telefoni cellulari?
E ancora: Nissa… quel nome, nuovamente in riferimento a una supposta sorella gemella dalla quale, tuttavia, sembrava essere stata divisa da un rapporto quantomeno definibile qual contrastato, se non di totale odio: cosa era accaduto? Cosa poteva aver compromesso per sempre il loro rapporto? Possibile che anche fra lei e sua sorella, la sua amata sorella, la gemella per restare vicino alla quale tanto era stata felice di compiere, senza mai recriminare su eventuali occasioni perdute in ciò, potesse essere attesa una tanto disarmante evoluzione? O, forse, così posta in guardia, almeno ella avrebbe potuto gestire in maniera più efficace non soltanto il proprio presente, ma anche il proprio avvenire, in misura utile a sottrarsi agli stessi problemi già affrontati dalla donna guerriero? Credere che esistesse una connessione fra loro avrebbe avuto a giudicarsi folle o…?
Senza poi dimenticare, in tutto questo, il tema principale, proprio l’argomentazione portante alla base di quell’intero nuovo rapporto che, fra loro, stava nascendo: l’esistenza di universi alternativi, di versioni alternative, ancora ribadito con accenni a numerosi viaggi interdimensionali antecedenti a quello, per l’altra, attuale. Ma quanti viaggi ella aveva già compiuto? E quante altre Midda, o Maddie, o chissà che altra declinazione di loro stesse, poteva ella aver incontrato? In che mondi esse vivevano? In che modi esse vivevano? Avrebbero potuto considerarsi più vicine all’esempio della mercenaria, o a quello della giovane donna, o, ancora, a qualcosa di completamente diverso?
E, a prescindere dalla mera curiosità a tutto ciò connessa, ogni eventuale esperienza in universi paralleli avrebbe avuto a potersi, o peggio doversi, intrepretare come un avvertimento, una bizzarra profezia utile a poter permettere loro di meglio comprendere il proprio futuro? Dopotutto, buona parte della confidenza che la donna guerriero aveva dimostrato nei suoi riguardi era stata precedentemente ed esplicitamente giustificata come conseguenza di situazioni assimilabili già vissute altrove… con altre Madailéin. Al punto tale che anche l’attacco da loro subito, pocanzi, per mano di un osceno e raccapricciante mostro, forse per la mercenaria non avrebbe avuto a potersi ritenere inedito: quante altre  loro versioni erano morte fra quelle oscene zanne?

« Tutto bene, Maddie…? » si premurò di domandarle, cogliendo l’evidenza di un’intensa attività di elucubrazione nella testa della giovane « E non intendo in senso squisitamente retorico… posso solo tentare di immaginare quanto tutto questo possa apparire eccessivo per te, in questo momento. »
« Eccessivo è dir poco… » sorrise l’interrogata, scuotendo appena il capo « Però sì… tutto bene. E non intendo in senso squisitamente retorico. » sembrò, quasi, volerla scimmiottare, salvo, immediatamente, proseguire nella propria argomentazione, in maniera tale da dimostrare, piuttosto, una intento di citazione nei suoi confronti « Per quanto possa risultar paradossale, quel poco che ho avuto modo di comprendere di quanto tu mi hai detto, non posso evitare di considerarlo estremamente confortante. » spiegò, voltandosi appena verso di lei, per un fugace istante a non distrarsi eccessivamente dalla strada innanzi a loro, per permettere ai propri occhi color ghiaccio di offrire evidenza della sincerità intrinseca in quelle parole.
« Confortante? » insistette Midda, apprezzando, invero, che l’altra stesse guadagnando confidenza sufficiente da poter passare da un ruolo meramente interrogativo a uno assertivo e, in questo, desiderando alimentare tutto ciò con quella domanda che, pur, non avrebbe avuto a doversi ritenere infondata nelle proprie motivazioni, manifesto di una sincera curiosità a riguardo di quella particolare scelta di termini.
« Sì… » annuì la giovane « E’ un po’ come quando, trovandosi di fronte alla straordinaria bellezza di una montagna, ti rendi conto di quanto, fondamentalmente, ognuno di noi abbia a considerarsi pressoché un granello di polvere nel fiume del tempo, a confronto con qualcosa che esiste da secoli, millenni, ere prima di noi… e che continuerà ancora a esistere per altri secoli, millenni, ere dopo di noi. » tentò di meglio esplicitare il concetto che stava tentando di esprimere « Ecco… tutto il discorso degli universi paralleli… la tua stessa, semplice, esistenza in vita, moltiplica a dismisura questo fattore, rendendo il granello di polvere che noi siamo sempre più piccolo, infinitesimale. »
« Credo che molte persone avrebbero difficoltà a considerare questo discorso come “confortante”… » osservò l’altra, aggrottando la fronte, sinceramente smarrita di fronte alla linea di pensiero così propostale.
« Perché ognuno di noi è dominato dal desiderio di affermare il proprio io, di veder riconosciuta la propria identità… » asserì Maddie, facendo propri alcuni degli insegnamenti della propria terapista « E questo, sovente, non ci consente di accettare la possibilità di poter sbagliare… di poter fallire, come se, anche dalle cose più stupide, anche dal rispetto o meno di una scadenza lavorativa, potesse dipendere il nostro destino, e il destino di altri. Ma riconducendo tutto a una misura più adeguata, comprendendo quanto, in fondo, un nostro errore non condizionerà l’intero Creato, improvvisamente ci viene non soltanto concessa, ma addirittura garantita, la possibilità di sbagliare. E, in questo, di crescere… »

La donna guerriero decise, allora, di ascoltare in silenzio quella riflessione della propria versione giovanile, domandandosi, fra l’altro, se anche lei, dieci anni prima, si sarebbe mai concessa così tanta positività nei confronti di un simile concetto.
Ella, nel decidere di ovviare a intervenire, volle evitare, allora, di sottolineare l’evidenza di quanto, in effetti, un suo singolo errore, liberare la regina Anmel dalla propria prigione, avesse effettivamente avuto ripercussioni non soltanto sul proprio destino, ma anche sul destino di altri, addirittura al di fuori dei confini del proprio stesso piano di realtà. E, ancora, volle evitare di far emergere quanto tale teorema avrebbe potuto reggersi solo e unicamente nel confronto con un contesto quotidiano privo di concreti pericoli fisici, tale da perdonare l’errore concedendo, di fronte a esso, una seconda possibilità: ma laddove la propria quotidianità fosse stata contraddistinta da antagonisti sol desiderosi di porre fine alla propria mortale esistenza, più complesso, più difficile sarebbe stato potersi riservare la proverbiale seconda occasione di fronte a un proprio sbaglio.
Dopotutto il cammino di Madailéin Mont-d'Orb, quella sera, era appena iniziato… e, a Thyres piacendo, se fosse sopravvissuta abbastanza a lungo, quella giovane se stessa avrebbe avuto tutto il tempo per crescere, per maturare, e per comprendere quanto tale percorso non avrebbe mai potuto essere considerato qual garantito, qual gratuito, ma avrebbe avuto essere conquistato, nel proprio diritto, e a ogni ulteriore passo, al prezzo di molto più sudore e sangue di quanto, in quello slancio di ottimismo, non avrebbe potuto accettare d’intendere.

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