Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

martedì 15 luglio 2014

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« … come?! » esitai, non volendo accettare, nell’immediato, il senso proprio di quelle pur sufficientemente chiare asserzioni.
« Siamo a una distanza obiettivamente folle rispetto al nostro pianeta natale… » tentò, con ammirevole pazienza, di puntualizzare il mio interlocutore, in verità probabilmente non più soddisfatto di quanto, di lì a un istante, non avrei avuto a dovermi dimostrare io stesso « E per quanto gli spiriti non abbiano a sottostare alle medesime leggi fisiche che regolano la vita dei viventi, una tale lontananza non può essere in alcuna maniera banalizzata neppure per loro e per le loro possibilità di movimento. » spiegò, storcendo le labbra verso il basso, a meglio offrir evidenza nel merito di quanto tutto ciò non avesse in alcuna misura a rallegrarlo « In altre parole… nel tempo che probabilmente ci sarà concesso, potrei essere forse in grado di iniziare a evocarli, senza, tuttavia, condurne qui neppure uno. »

Lo ammetto: se soltanto la situazione non fosse stata intrinsecamente drammatica, ai confini con il tragico, tutto quello avrebbe avuto un che di paradossale, addirittura squisitamente comico.
Tralasciando il fatto che, da mesi, non avevo avuto neppure l’occasione di godere della compagnia della mia amata, se anche simile possibilità mi fosse stata concessa, infatti, una tale piacere, una tanto pur apprezzabile opportunità, sarebbe stata severamente moderata, nei propri più appassionati sviluppi, dalla presenza, da me mai ricercata, né tantomeno desiderata, dello stesso Desmair all’interno della mia mente, del mio corpo, consapevolezza innanzi alla quale mai la mia adorata Midda sarebbe stata in grado di soprassedere, di passar oltre, per quanto, tutto ciò, la ferisse in misura obiettivamente non inferiore rispetto a quanto, già, non avrebbe potuto tristemente vantare essere in grado di nuocere a me stesso. In conseguenza di tutto ciò, credo che chiunque avrebbe potuto riconoscere più che auspicabile un qualche vantaggio tattico di sorta, un qualche genere di privilegio tale per cui, se non accettabile, il sacrificio che ci stava allora venendo richiesto avrebbe potuto essere riconosciuto, forse, meno ingiustificabile, immotivato, rispetto a quanto, pur, a una superficiale valutazione avrebbe avuto a doversi condannare. Ma se, malgrado tutto ciò, a fronte di tanti disagi e di tante rinunce, alcun pur minimo vantaggio avrebbe avuto a doverci essere lì riconosciuto… beh… credo sia meglio per me astenermi da ulteriori commenti, nella volontà di non scadere apertamente in un linguaggio quantomeno colorito, se non, più esplicitamente, scurrile.

« Fantastico… » gemetti, con malcelato sarcasmo, qual conseguenza di quella precisazione « Midda è sempre stata solita ripetere quanto, dalla stregoneria o dalla negromanzia, nulla di positivo avrebbe mai potuto derivare… e che per qualunque scorciatoia apparentemente ottenuta, inaspettatamente alto avrebbe avuto alfine a doversi riconoscere il prezzo da pagare. » sospirai, allor sinceramente demoralizzato per quella rivelazione inattesa « Ma… dannazione… in questo caso, stiamo pagando un caro prezzo da fin troppo tempo, senza che alcun genere di scorciatoia ci sia mai stata riconosciuta! »

Uno sbotto, il mio, conseguente più all’amarezza e alla delusione per il rifiuto lì riservatomi, non per propria volontà, dallo stesso Desmair, che, pur, non avrebbe avuto a potersi considerare propriamente corretto, effettivamente appropriato, innanzi al ricordo delle dinamiche entro le quali aveva avuto occasione di svolgersi il precedente conflitto fra Midda e la regina Anmel Mal Toise, quest’ultima in simbiosi all’interno del corpo di Nissa Bontor. In tale occasione, in effetti, l’aiuto garantitoci dal mio inquilino ebbe ragione di dimostrarsi di fondamentale importanza all’interno della precaria economia della battaglia, offrendoci l’opportunità di rispondere in maniera adeguatamente misurata alla negromantica offensiva della stessa sovrana, opponendo ai suoi zombie, ai suoi non morti, gli spettri al servizio del suo ben poco amato figliuolo.
Ciò non di meno, in quel particolare frangente, in quel particolare momento, semplice sofisma sarebbe risultata qualunque argomentazione a tal riguardo offerta alla mia attenzione, al mio intelletto, laddove, per quanto non sia solito giudicare me stesso qual una persona eccessivamente istintiva, abituata a lasciarsi guidare dal cuore ancor prima che dalla mente, sempre e comunque umano avrei avuto a dover essere riconosciuto… e, quanto tale, più che orgogliosamente soggetto ai limiti propri della mia carne, dei miei desideri, delle mie passioni e, in momenti quale quello, delle mie frustrazioni.
E poi... mi si perdoni l’eccessiva libertà di espressione… sarei pronto a sfidare chiunque a ritrovarsi, allora, nelle condizioni in cui ebbi a ritrovarmi, senza porsi terribilmente prossimo a cedere all’isteria. E all’isteria derivante dall’assurda consapevolezza di essere stato accolto qual compagno e amante da una donna del rango di Midda Bontor, contraddistinta da un carisma, da una sensualità, da un intrinseco erotismo tal da risvegliare pensieri lubrichi anche nel più illuminato fra tutti gli asceti;  salvo, poi, vedermi negata ogni speranza di intimità in sua compagnia per colpa dell’incontrollata e incontrollabile presenza dello spirito di un semidio immortale nella mia testa, dal quale, in un momento di bisogno qual quello, alcun genere di aiuto avrebbe potuto comunque derivarmi, alcun genere di supporto avrebbe potuto comunque essermi garantito, così come se questi neppure avesse a dover essere riconosciuto lì come effettivamente presente… in nulla più utile rispetto al frutto di una qualche mia insana fantasia.

« Non credere che tutto questo abbia a piacermi in misura superiore di quan… »

Prima ancora che, comunque, al mio interlocutore potesse essere concessa l’opportunità di completare quel proprio nuovo intervento, il prevedibilmente minimale tempo concesso a nostra disposizione ebbe a scadere e, come già in passato, nuovamente mi ritrovai a essere prepotentemente esiliato dal mio stesso subconscio, per essere rigettato a contatto con l’asettica realtà a me allora circostante.
Un’asettica realtà in cui, mio malgrado, sarei quindi stato costretto a restare, che potessi volerlo o meno, ancora per parecchio tempo, forse e addirittura per sempre o, quantomeno, per quell’effimera frazione di eternità che avrebbe avuto a doversi considerare la mia aspettativa di esistenza futura, se non fosse lì improvvisamente e straordinariamente subentrata una nuova figura femminile in mio soccorso. Non, lo ammetto, colei che mi sarei potuto attendere… che avrei desiderato vedersi precipitare oltre l’unica via d’accesso a quel ristretto spazio, a quella mia cella; ma, non per questo, una figura allor meno che apprezzabile, soprattutto nel confronto con la prospettiva che, per suo tramite, mi sarebbe potuta essere assicurata un’opportunità di libertà, un’occasione di fuga. Poiché, sebbene non avessi avuto precedente occasione d’incontro con Lys’sh, e, obiettivamente, neppure avrei potuto riservarmi la benché minima consapevolezza nel merito della sua esistenza; in sola grazia alla dinamica con la quale ella ebbe a presentarsi a me, alcun genere di dubbio, di incertezza, di esitazione avrebbe potuto essermi concessa tanto a riguardo dello schieramento al quale ella avrebbe dovuto considerarsi appartenente, quanto nello specifico punto delle motivazioni per le quali, in tutto ciò, si era sospinta sino a me.
Né più, né meno, rispetto a come avrebbe potuto riservarsi opportunità di compiere Midda Bontor, la mia amata donna guerriero, anche la giovane ofidiana ebbe a presentarsi innanzi al mio sguardo, alla mia attenzione, in strenua lotta contro un’intera schiera di guardie al servizio della regina Anmel, o, comunque, di colei della quale, ella, aveva evidentemente preso possesso nel garantirsi potere e risorse anche in quel nuovo mondo, in quella nuova realtà. E né più, né meno, rispetto a come avrebbe potuto riservarsi opportunità di compiere la Figlia di Marr’Mahew, colei alla quale da oltre vent’anni avevo votato ogni singolo momento della mia quotidianità, anche Lys’sh non soltanto non apparve in alcuna misura impensierita, preoccupata, dalla propria ipotetica inferiorità numerica rispetto agli avversari lì in suo contrasto presentatisi, ma, addirittura, ebbe modo di riservarsi l’opportunità di prendere parola nei miei riguardi, esordendo con semplicità persino disarmante nella propria spontaneità…

« Be’Sihl Ahvn-Qa… voglio supporre. »

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