Midda's Chronicles - le Cronache

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Conclusa la lunga, lunghissima (tre anni...) pubblicazione de "Il viaggio continua", il racconto che, nella mia memoria sarà ricordato come l'episodio dell'ora più buia di questa pubblicazione; inizia oggi "Non abbassare lo sguardo", il 47° racconto della saga regolare di Midda's Chronicles (50° considerando anche i tre racconti pubblicati all'insegna del marchio Reimaging Midda)!
Racconto che, quindi, oltre ad avere potenzialmente un numero importante, ci accompagnerà verso il traguardo dell'11 gennaio 2018, ossia il decennale dall'inizio di questo viaggio insieme!

Grazie a tutti per l'affetto!

Sean, 5 ottobre 2017

martedì 25 febbraio 2014

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« Non ti è sembrato strano che quell’unico momento di contatto abbia seguito, in maniera tanto puntuale, l’attacco alla torre…?! » questionò, con incedere persino timoroso, voce ridotta a un flebile sussurro, quasi allora avesse ragione di temere di prendere parola, con il rischio, in ciò, di dire qualcosa di sbagliato, qualcosa di inappropriato, qualcosa di assolutamente fuori luogo in quel contesto, per la quale poter essere ripresa o, peggio, rimproverata, così come, evidentemente, desiderava scongiurare avvenisse.
« Spiegati meglio, te ne prego… » la invitai, volgendo a lei ogni attenzione, senza alcuna volontà critica a quella nota, a quell’accenno, quanto e piuttosto animata dalla sola brama di meglio comprendere in merito a cosa ella desiderasse offrire particolare occasione di riferimento all’interno di quel discorso, per così come propostoci, come suggeritoci « … cosa intendi dire? »
« Non so… » minimizzò ella, dimostrandosi, malgrado ogni possibile critica da parte di Duva, animata indubbiamente da motivazioni più che personali e atta a descriverla qual una maliarda approfittatrice sol desiderosa di sfruttare il proprio fascino per ottenere i favori degli uomini, ben lontana dal potersi effettivamente considerare animata da una qualche straordinaria e smisurata autostima, nel confronto con la quale, altresì, il suo approccio a tutto quello sarebbe stato indubbiamente diverso, sicuramente meno titubante rispetto a quello in tal modo dimostratoci « Non conosco questo… Desmair, e a conti fatti non riesco neppure a immaginarne realmente l’esistenza, ragione per la quale forse sto guardando la cosa da un punto di vista totalmente sbagliato. Ma il fatto che abbia parlato di una difficoltà oggettiva a prendere contatto con te… e che abbia detto “Lei è qui…”, riferendosi, come tu sospetti, a questa specie di spirito a cui state dando la caccia, non potrebbe essere inteso, in senso estremamente pratico, al luogo stesso ove anche tu ti trovavi nel momento in cui è riuscito a parlarti? » ragionò ad alta voce, esitante sostanzialmente a ogni singola parola proposta e, ciò non di meno, allor capace di sospingersi in un’analisi critica che a posteriori sarebbe apparsa quantomeno ovvia, addirittura banale, e nel confronto con la quale, purtroppo, io stessa non ero stata, sino a quel momento, capace di formulare alcun pensiero, alcuna ipotesi, al di là di tutta la mia più approfondita conoscenza dei fatti e dei soggetti in essi coinvolti.

E se, nel confronto con quell’ipotesi, con quell’idea così timorosamente esposta, per un momento non potei restare che in silenzio, ad analizzare dentro la mia mente quegli oggettivamente pochi tasselli in mio possesso di un mosaico decisamente vasto e complicato; alla luce di quel suggerimento, di quell’indicazione, essi parvero essere meravigliosamente in grado di assumere una giusta posizione nel quadro d’insieme, permettendo a ogni frase appena rievocata anche da parte della giovane Rula, di assumere un significato tanto corretto quanto, appunto, persino ovvio, in misura tale da costringermi a imprecare contro di me per non esserci arrivata da sola.
Un silenzio, il mio, che pur, in quel fugace istante, fu frainteso da parte della giovane donna, la quale, quindi, si premurò di prendere le distanze dal suo stesso pensiero, dalla sua stessa ipotesi, decidendo, a fronte di un’insicurezza che, persino, fu in grado di rievocare in me l’immagine dell’unico scudiero che avessi mai accettato al mio fianco, anch’egli sovente colto da intuizioni a dir poco geniali nella propria apparente semplicità, e alle quali, ciò non di meno, alcuno prima si era dimostrato capace di sospingersi…

« Comunque la mia era solo un’ipotesi stupida… una domanda stupida… » insistette a banalizzare il proprio stesso intervento, scuotendo appena il capo « Non ci prestate caso, per favore. »
« Rula… » presi nuovamente voce a quel punto, prima che chiunque altro potesse intervenire in suo sostegno o meno, aggrottando appena la fronte a dimostrarmi, lì, sì critica verso di lei, ma non tanto per quanto poteva aver affermato pocanzi, ma per quell’ultima, ritrosa asserzione atta a vanificare ogni precedente intervento « Ricordati sempre una cosa: non esistono domande stupide… ma soltanto risposte idiote. » scandii, lentamente, quasi con solennità, a non permettere a quelle mie parole di poter essere fraintese nel proprio significato « E, per quanto mi concerne, io credo che tu abbia appena trovato il fatidico bandolo della matassa… »
« … il dondolo della melassa? » ripeté Lys’sh, a evidenziare quanto, purtroppo, a vanificare ogni mio sforzo di solennità avesse lì scelto di intervenire in mia opposizione il traduttore automatico, fallendo nel comprendere quel modo di dire e producendo, soltanto, una sentenza del tutto priva di qualunque possibile significato, tale da rendere il mio intervento a dir poco incomprensibile, almeno dal loro punto di vista.
« Il bandolo della matassa… » insistetti, per poi arrendermi e levare le mani a evidenziare tale scelta, simile decisione « Lasciamo perdere. » dichiarai, non desiderando perdere tempo in sfida alla tecnologia nel momento in cui il suo contributo potenzialmente attivo e di supporto si impegnava ad apparire, altresì, di contrasto a mio discapito « Quello che intendevo dire è che credo proprio che Rula abbia ragione. »
« … davvero?! » domandarono, quasi in coro, non soltanto la diretta interessata, ma anche, accanto a lei, Duva, la quale, malgrado tutto, non poté negarsi una certa insoddisfazione all’idea di non poter aggredire, per così come sempre e comunque intimamente desiderato, la nuova sposa del suo ex-marito.
« Ha senso. » annuì il medesimo capitano, intervenendo, in tal senso, a dimostrazione di aver ritrovato, in tutto ciò, un allineamento con la sottoscritta, un nuovo fronte comune, al di là delle differenti opinioni che prima ci potevano aver colto su fronti fra loro antitetici « Per quanto, beninteso, anche io non possa evitare un certo sforzo di fede per riuscire ad accettare ogni discorso relativo a questo semidio che Midda afferma di aver sposato o, peggio ancora, alla madre del medesimo per inseguire la quale ella ha lasciato il proprio mondo, l’analisi compiuta da parte di Rula permette alla questione di assumere, istante dopo istante, la forma di un complotto… e di un complotto utile a offrire risposta a molte delle domande che, in queste ultime ore, ci siamo tutti posti. »
« In effetti… » non poté evitare di annuire anche Duva, in ciò concordando con il proprio ex-marito a difesa della di lui nuova sposa, non tanto per una questione di principio, laddove, fosse dipeso da ciò, probabilmente si sarebbe impegnata esattamente in senso opposto, quanto e piuttosto in nome di una irrinunciabile coerenza con se stessa, e, soprattutto, con quanto, in quelle ultime ore, ella aveva avuto occasione di scoprire insieme a Lange, nell’impegno da entrambi riservatosi a fare chiarezza in merito a come fosse possibile che, anche su Loicare o, più in generale, lassù fra le stelle, il mio nome, e la mia storia, seppur adeguatamente riveduta, potessero non essere del tutto sconosciute, così come pur, soltanto pochi mesi prima, al momento del mio arresto, era chiaramente risultato « Non abbiamo ancora avuto modo di condividere con voi quanto abbiamo scoperto nel corso delle nostre ricerche… ma, per farla breve, la fedina penale della nostra amica, perfettamente immacolata fino a prima del suo arresto e del suo trasferimento nel carcere là dove ci siamo conosciute, sembra aver iniziato misteriosamente a popolarsi nello stesso periodo in cui Midda, Lys’sh e io siamo… evase, vedendo, in corrispondenza a tale evento, non soltanto aggiungersi una semplice nota a margine alle informazioni sino a quel momento raccolte, ma l’intera storia per così come, poi, riferita anche da Milah Rica a Midda, inclusi, persino, dei mandati di cattura a suo nome qual principale indiziata per l’assassinio di Maric Calahab. »
« Informazione che non compare in alcuno dei nostri fascicoli. » volle puntualizzare Mars, cercando riscontro visivo in Ragazzo e, in tal senso, dimostrando di star iniziando a sua volta a seguire la nuova deriva di quel discorso, per così come, involontariamente, Rula aveva ispirato.
« Esattamente. » annuì Lange, storcendo appena le labbra verso il basso « E’ chiaro che quelle informazioni siano state lì piazzate a regola d’arte… da qualcuno in grado di poter accedere alle banche dati dell’omni-governo di Loicare e di modificarle a proprio uso e consumo, al fine di trasformare una perfetta sconosciuta, in attesa di processo per rissa e aggressione a pubblico ufficiale, in una delle mercenarie meglio pagate, e più ricercate, di questo e di altri mondi… » puntualizzò, tratteggiando un quadro che, entro certi limiti, avrebbe dovuto persino lusingarmi, se non fosse stato, spiacevolmente, la causa di tutti i miei problemi « E, ciò, è avvenuto proprio negli stessi giorni in cui Midda riferisce di aver perduto ogni contatto con il proprio demoniaco sposo… »

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