Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

sabato 26 gennaio 2013

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« Io… conobbi?! » esclamò la prima, non riuscendo a comprendere a cosa potesse star offrendo riferimento con quelle parole, che nella propria assurdità la colpirono molto più di qualunque altro riferimento a oscuri poteri arcani, e, tuttavia, nel profondo del proprio spirito, vennero comprese quali lontane dal poter essere una menzogna… e non soltanto perché a lei proposto da quella particolare figura.
“Sì. Tu conoscesti.” ripeté e confermo l’altra, animata dalla propria consueta e apparentemente inamovibile quiete “Perché, così come per due volte hai valicato i confini del tempo e dello spazio in grazia agli scettri del faraone, proiettando la tua coscienza nel futuro e cogliendo fugaci visioni di ciò che potrebbe essere, di uno dei molteplici futuri che, dalle tue azioni, dalle tue scelte potrebbero derivare; tali non sono stati gli unici viaggi che hai compiuto, le uniche vite alternative che hai vissuto.”

Troppe parole insieme. Troppi significati insieme, di valore ben superiore a quello dei significanti scelti.
E benché la Vedova di Desmair, in quel momento, stesse vivendo un momento di particolare apertura mentale, in conseguenza a quella particolare epifania, difficile sarebbe stato per lei valutare a quale fra le innumerevoli questioni suggerite offrire priorità, riconoscere maggior peso. Perché se da un lato, una parte di lei avrebbe gradito approfondire l’accenno all’impredicibilità del futuro, argomento che da sempre le era stato a cuore e che, in conseguenza all’arrivo di quei dannati scettri nella propria vita sembrava essere stato posto in serio dubbio; da un altro fronte non avrebbe potuto permettersi di trascurare la richiesta di un approfondimento nel merito dei presunti viaggi che avrebbe compiuto attraverso lo spazio e il tempo, in quella che non avrebbe esitato a riconoscere qual una follia se solo, in quegli ultimi anni, non avesse vissuto, conservandone memoria, situazioni estremamente analoghe, ultima ma non meno importante quella che l’aveva veduta riunirsi, sino a pochi istanti prima, con altre sei se stessa.
Così, fra tutte le domande che avrebbe potuto esprimere a contorno di quell’asserzione, ciò che ella si riservò di definire fu una questione decisamente meno profonda, meno filosofica, e pur più pratica nel merito di quanto fosse accaduto e soprattutto del perché…

« … non rammento nulla di tutto ciò?! » questionò, aggrottando la fronte con espressione sinceramente turbata, non tanto dall’idea di aver vissuto tali esperienze, quanto e piuttosto di non conservarne alcuna memoria, a dispetto di quanto, una simile avventura, avrebbe sicuramente richiesto da parte sua « Quando è successo? Come è successo?! »
“Due volte. La seconda per mezzo della stessa Oscura Mietitrice, decisa a servirsi di te per recuperare qualcosa che Anmel desiderava possedere e che, scioccamente, non aveva previsto le sarebbe stato negato proprio a causa tua.”
« Gli scettri…?! » ipotizzò ella, interrompendo fugacemente tale replica per cercare conferma a quella repentina illuminazione attorno a tal definizione.
”Esattamente.” confermò la fenice, subito proseguendo ”La prima per tua stessa scelta, per tua sola colpa, benché anche in quel frangente la nostra comune antagonista non abbia allor mancato di intromettersi nella questione, rendendo possibile il mio intervento.”
« … rendendo possibile il tuo intervento?! » ripeté Midda, perdendosi nel mentre di quelle spiegazioni come solo poche volte, nella propria vita, era accaduto, ritornata improvvisamente a essere la vivace bambina di un tempo, intollerante a quello che considerava troppo cianciare da parte di sua nonna Namile, benché, a posteriori, non avesse mai mancato di ringraziarla in cuor suo per tutto il tempo dedicato all’istruzione sua e della sua gemella, in assenza della quale sarebbe stata soltanto l’ennesima ignorante in un mondo dominato dall’analfabetismo ma controllato da coloro che, altresì, avevano avuto l’occasione di un’educazione.
“Temo che troppe nozioni insieme possano generare qual effetto finale quello dell’assenza della trasmissione di qualunque informazione.” commentò l’altra, senza in ciò, comunque, lasciar trasparire la benché minima ragione di scoramento “Comunque sia, è necessario che tu comprenda come fra l’Oscura Mietitrice e me il contrasto è antico ancor più del Creato stesso. E sebbene nemiche da sempre, la nostra esistenza è del tutto complementare: io esisto in quanto ella esiste; ed ella esiste in quanto io esisto. Nessuna di noi potrebbe esistere in assenza dell’altra e nulla, in questo e in altri universi, potrebbe esistere in nostra assenza.”
« Tu… tu sei la Portatrice di Luce? » esitò la Figlia di Marr’Mahew, iniziando a comprendere o, quantomeno, sperando di star iniziando a comprendere.
“E’ uno dei numerosi nomi con la quale sono stata indicata, così come questa è una delle numerose forme con le quali sono conosciuta.“ annuì la fenice, con una semplicità a dir poco sconvolgente, quasi ciò di cui stesse parlando “Puoi considerare l’Oscura Mietitrice e me quali due principi fondamentali dell’esistenza stessa, o, per meglio dire, due aspetti contrapposti di un solo, unico, principio fondamentale.”
« Vita… e morte. » suggerì, in un filo di voce, nell’iniziare a intuire, soltanto tardivamente, quanto avesse sottovalutato sia la fenice, sia Anmel, non semplicemente due possibili avversarie dotate di un incredibile potenziale distruttivo, ma qualcosa di superiore e, forse, addirittura trascendente il concetto di divinità.
“Qualcosa di simile…” confermò nuovamente la Portatrice di Luce, senza, in ciò, offrire tuttavia una conferma assoluta, e alimentando, di conseguenza, il dubbio che la realtà sarebbe dovuta essere riconosciuta qual ancor più complessa, ancor più imponente, ragione per la quale sarebbe stato meglio, per la donna mortale lì presente, evitare di sospingersi eccessivamente in un tentativo di comprensione che avrebbe potuto costarle il senno “Ti basti ora sapere che entrambe, in conseguenza alla nostra stessa condizione, non abbiamo la possibilità di interagire in maniera diretta con la realtà… con alcuna realtà, motivo per il quale l’Oscura Mietitrice ha dovuto attendere l’occasione offertale da un’ambiziosa monarca per tentare di espandere, ancora una volta, la propria influenza sul mondo intero. E non solo…”
« Anmel! » esclamò Midda, per poi arrestare repentinamente il proprio stesso respiro, e con esso, quasi, il battito del proprio cuore, nel comprendere quanto Anmel non fosse stata l’unica ambiziosa attrice coinvolta in quello strano giuoco delle parti, laddove, proprio malgrado, altre donne, dopo di lei, avevano contribuito a restituire all’Oscura Mietitrice la possibilità di espandere la propria ombra sull’umanità intera… e non solo, come puntualizzato dalla fenice « E io che, guidata dall’ambizione, ho recuperato la corona perduta. E Lavero che, spinta dall’ambizione, l’ha pretesa qual propria. E Nissa che, ispirata dall’ambizione, l’ha indossata, facendone proprio l’osceno retaggio. »
“E anche colei che si faceva chiamare Carsa Anloch.” puntualizzò l’altra, senza rimprovero, senza critica nel proprio incedere, ma a semplice completamento dell’elenco da lei suggerito “Sì… tutte voi, in una misura o nell’altra, avete contribuito all’ascesa della mia complementare, benché alcuna di voi, a parte Anmel, avrebbe potuto, né potrebbe, considerarsi un’ospite perfetta per l’Oscura Mietitrice.” soggiunse, in quella che, forse fraintendendola, la Campionessa di Kriarya volle considerare pari a una possibilità di redenzione innanzi al giudizio degli dei per tutte loro “In un futuro che tu hai vissuto e di cui non conservi chiara memoria, laddove la tua mente potrebbe spezzarsi peggio di quella della tua amica Ah’Reshia se solo non ti fosse stata negata simile consapevolezza, se solo non ti fosse stato sottratto il peso di due intere vite vissute in tempi e luoghi diversi da quello che per te è considerato familiare; era stata proprio Carsa ad accogliere, in sé, il retaggio di Anmel e dell’Oscura Mietitrice. Ma, in tal gesto, ella era stata ispirata dall’amore che provava per te… che prova per te: un sentimento che non avrebbe mai potuto permettere, pertanto, alla mia controparte di trionfare. Così come, effettivamente, non è accaduto.”

Lungo, in conseguenza a quelle parole, fu il tempo che la Figlia di Marr’Mahew volle riservare alla riflessione, non tanto e solamente su quegli ultimi accenni, sulle ultime questioni così proposte, quanto e ancor più sull’intera faccenda, sulle dinamiche conflittuali esistenti fra la Portatrice di Luce e l’Oscura Mietitrice, sino a quel momento ritenuti due appellativi attribuiti storicamente alla leggendaria regina Anmel e solo allora scoperti, invece, qual indicativi di due entità ben distinte e fra loro interagenti soltanto in maniera indiretta, così come, almeno dalle parole della fenice, sembrava essere trapelato.
In tale folle giuoco, tuttavia, pur avendo ben compreso il ruolo occupato da Anmel e, in conseguenza, da sua sorella Nissa quali ospiti della forza malevola definita qual Oscura Mietitrice; Midda non aveva ancora ben compreso qual altro ruolo avrebbe dovuto occupare ella stessa, ove, sicuramente, non avrebbe dovuto essere considerato quello di ospite per la Portatrice di Luce, dal momento in cui, se così fosse dovuto essere, sarebbe sicuramente già stato da tempo, risparmiandole, per inciso, l’inimicizia della Progenie…

« Sono confusa. » ammise pertanto, riprendendo alfine voce « In tutto questo io quale posizione dovrei occupare? Hai accennato alla necessità di una mia collaborazione… di un mio sacrificio, addirittura, per riportare a nanna la tua vecchia amica. Ma come potrei mai io oppormi a qualcosa del genere? Come potrei mai io essere in grado di contrastare l’oscena alleanza di Nissa, Anmel e dell’Oscura Mietitrice, laddove a stento, in questi anni, sono riuscita a sopravvivere alle insidie soltanto della prima?! » spiegò, non negando la propria evidente inferiorità alla sorella, per quanto ciò fosse estremamente sgradevole da dichiarare e dichiarare apertamente così come stava compiendo allora « Senza nulla voler togliere alla tua capacità di giudizio… credo che tu mi stia valutando decisamente meglio di quanto io non sia in realtà. » definì, storcendo le labbra verso il basso « Per quanto mi sia spinta sempre al di là di quelli che i più considerano quali propri limiti, non mi illudo di essere un’eroina mitologica… sono solo una donna mortale. Estremamente donna ed estremamente mortale. »
“Tu sei questo… e sei molto di più di questo, bambina mia.” la corresse la Portatrice di Luce, scuotendo lentamente e armoniosamente il proprio capo dalle fattezze di uccello di fuoco “E anche la nostra avversaria ne è consapevole, per quanto, a oggi, le emozioni della sua ospite non le abbiano ancora permesso di agire così come avrebbe potuto fare per distruggerti.” esplicitò, in quello che, pur volendo apparire qual un commento rassicurante, sembrò riservarsi l’occasione opposta “E per quanto io non abbia la possibilità di intervenire direttamente in questo conflitto, così come forse potresti credere sarebbe meglio per tutti noi; sappi che, ogni qual volta l’Oscura Mietitrice ha cercato di allontanarti da questa realtà, da questo spazio e da questo tempo, per impedirti di combatterla, tu non sei mai stata sola contro di lei.”
« Senza offesa, ma, se il tuo voleva essere un tentativo di incoraggiamento, avresti dovuto cercare di impegnarti un po’ di più. » ironizzò Midda Bontor, con un sorriso tirato, ancor lontana dal potersi considerare realmente convinta, e pur cosciente di non potersi sottrarre da tale guerra, fosse anche e soltanto perché, inconsapevolmente, aveva contribuito a darle inizio « Per il resto… da che parte iniziamo?! »

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