Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

lunedì 17 dicembre 2012

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Non potendosi tuttavia permettere una quieta possibilità di attesa in favore a una qualche, improbabile, interferenza divina nella questione, le due donne guerriero dovettero preoccuparsi al fine di essere loro stesse le principali ragioni alla base della propria sopravvivenza, così come, del resto, era sempre stato e sempre avrebbe continuato a essere sino alla fine dei propri giorni.
Così, quando la lingua tentacolata del mastino del genocidio tornò a bramare le loro carni, ora rivolgendo il proprio interesse in direzione di Rossa, né l’una, né l’altra si riservarono ulteriore possibilità di esitazione, delegando nuovamente ogni possibilità di dialogo alle proprie spade, affinché, nel freddo metallo di quella straordinaria lega dagli azzurri riflessi, fosse loro concesso di imporre la propria posizione, il proprio punto di vista, sull’intera questione, contrastando fermamente ogni possibile argomentazione da parte del mostro.

« Giù le mani!... cioè… la lingua! » esclamò la mercenaria aggredita, vedendo i propri fianchi oggetto di interesse per quella spiacevole estensione e, in ciò, ritraendosi di scatto all’indietro e offrendo, qual unica possibilità di soddisfazione per quel gesto, la violenza di un fendente, in conseguenza al quale alcun tentacolo avrebbe potuto permettersi duratura occasione di intervento « Credi forse di potermi sbocconcellare senza la benché minima reazione?! Non so a quale cibo tu sia abituato, ma ti posso assicurare che siamo entrambe estremamente coriacee per i gusti di chiunque… »

Sfortunatamente, ad accompagnare quelle parole, non riuscirono a essere quei fatti che ella avrebbe desiderato essere presenti, dal momento in cui, per quanto la sua lama riuscì a conquistarsi occasione di successo nei confronti di quella lingua e dei suoi insidiosi tentacoli, amputandola di netto e vedendo la sua estremità ricadere al suolo priva di ogni speranza di ulteriore azione; tale trionfo non poté considerarsi duraturo, proprio malgrado subito vanificato, nei propri effetti, nelle proprie conseguenze, da una tanto spiacevole quanto repentina rigenerazione del tessuto mutilato. Come la coda di una lucertola, come la punta di una stella marina, o come la testa di un’idra, quella lingua, tanto violentemente negata nelle proprie possibilità di azione, ritornò rapidamente alla propria forma originaria, e, in ciò, all’attacco, nel dimostrarsi tutt’alto che intimidita da quanto così avvenuto.

« Ehy! » protestò Rossa, non gradendo assolutamente quella sorpresa « Così non vale, però! » contestò gli eventi occorsi, disapprovando quella capacità di rigenerazione, oltretutto straordinariamente rapida, tale da nullificare qualunque possibile offensiva a discapito di quell’insidiosa, e sufficientemente sgradevole, estremità prensile.
« Non credo che sia sua intenzione giocare secondo le regole… sai?! » obiettò Nera, nel confronto con quell’altrettanto sgradita reazione, allora intervenendo a propria volta in contrasto al loro antagonista prima che questi potesse anche solo pensare di sfiorare le carni della compagna, nuovamente mutilando la sua lingua in grazia a un potente fendente, probabilmente inutile nella propria occorrenza ma, non per questo, risparmiatosi nella propria energia, nel proprio vigore « Potrei sbagliarmi, sia chiaro… ma sembra più quel genere di grosso, ringhioso figlio d’un cane che vuole vincere a tutti i costi, senza particolare decenza. »

Come già pocanzi, la lingua del mastino tornò intatta in tempi tanto brevi da offrire l’impressione di non essere mai stata amputata, così come, tuttavia, era inequivocabilmente testimoniato dalle estremità tentacolate lì rigettate al suolo. Non per questo, comunque, l’una o l’altra Midda Bontor lì presenti, riservarono qual propria una qualche ragione di scoramento, preferendo, altresì, interpretare quegli eventi con l’entusiasmo derivante da una nuova possibilità di sfida, da una nuova occasione di per dimostrare, ancora una volta, il proprio valore, la propria forza d’animo a se stessa e agli dei tutti.
E, non essendo, alcuna delle due, nuova a quel particolare genere di situazioni, entrambe elaborarono immediatamente una nuova strategia d’offesa, ancora una volta, fra di loro, coordinandosi senza neppure la necessità di prendere voce. Ragione per la quale, nel mentre in cui Rossa si impegnò, ancora una volta, ad amputare quella lingua, prima che questa potesse rivolgere la propria ostilità a discapito della compagna; Nera allungò la propria destra, in nero metallo dai rossi riflessi, a cogliere del combustibile incandescente dal complesso sistema di illuminazione di quel tempio sotterraneo, dal condotto nel quale, sopra le loro teste, era allora conservato e bruciato, allo scopo di non imporre, attorno a loro, quella completa e assoluta oscurità che, altresì, avrebbe potuto circondarle, rigettandolo, ancora in fiamme, contro l’estremità mutilata di quell’oscena estensione, nella speranza di poter, in tal modo, cauterizzare la ferita e impedire al mostro una qualunque, nuova opportunità di risanamento.
Una strategia, quella tanto silenziosamente quanto repentinamente attuata, la loro, che avrebbe potuto anche offrire i propri frutti se solo il mastino del genocidio si fosse dimostrato sufficientemente sensibile al fuoco e ai suoi effetti, al pari di qualunque altra creatura mortale. Purtroppo, però, tale sviluppo non sembrò destinato a godere di successo alcuno, dal momento in cui, sfortunatamente, seppur incendiata quella lingua non parve soffrire in alcun modo del contatto con il fuoco, né ai fini della rigenerazione, né in senso più generico… motivo per il quale, di lì a pochi istanti, quella terza mutilazione si dimostrò inefficace esattamente come tutte le precedenti.

« Confermo… » sospirò la donna guerriero dai neri capelli corvini, premendo la propria destra contro la parete a lei più vicina allo scopo di soffocare le fiamme lì ancora danzanti « … non ha alcuna intenzione di giocare secondo le regole. »
« Questo, però, significa solo una cosa... » commentò l’altra, per tutta risposta, non offrendo evidenza di resa, psicologica o fisica, innanzi a tale sviluppo, a simile evoluzione, probabilmente neppur così inattesa come avrebbe potuto esserlo innanzi allo sguardo di chiunque altro, di qualunque altro combattente o avventuriero a loro estraneo.
« … che anche noi non giocheremo secondo le regole. » completò e approvò la prima, sorridendo sorniona a quelle parole, non tentando ulteriormente di placare le fiamme e, anzi, immergendo nuovamente la propria destra in quell’olio combustibile, che alcun danno avrebbe potuto imporre a quel suo arto assente, e che, al contrario, avrebbe potuto permetterle di incendiarlo, trasformandolo, ove possibile, in un’arma persino più temibile di quanto già non fosse.
« Esattamente. » sottoscrisse la mercenaria dai capelli rosso fuoco, imitando la propria compagna e armandosi a sua volta, nella destra, di quella nuova, ardente risorsa, decisa a combattere in ogni modo, e con ogni mezzo, in contrasto a quel mostro, consapevole di quanto non soltanto vano, ma addirittura pericoloso, sarebbe stato allora cercare una qualche occasione di fuga, una qualche possibile evasione dall’azione, per così come già compiuto innanzi ai mastini della morte.

E quasi la creatura avesse ben inteso le ragioni belligeranti delle proprie due interlocutrici, il mostro non cercò, nuovamente, un banale approccio alle loro forme, ai loro corpi, con la propria lingua, sì pericolosa, sì potenzialmente dannosa, ma non di certo letale, nell’essere priva di qualunque artiglio, zanna o quant’altro avrebbe potuto essere impiegato per ferire o uccidere; preferendo, altresì, ritrarsi in postura di guardia, caricando tutto il peso sulle proprie quattro zampe posteriori e restando, allora, in quieta attesa dell’ineluttabile, pronto a scattare, e a scattare con violenza, in contrasto a quella coppia di prede, a quella cena ancor inconsapevole di essere tale, e che pur non si sarebbe sottratta ancora a lungo dalle sue fauci, dalla sua brama di carne e di sangue, nutrimento e nettare con i quali placare la morsa della fame che, palesemente, lo attanagliava.

« Avanti, bestione! » incitò Nera, sorridendo e mantenendo il pugno infuocato a distanza di sicurezza dal proprio corpo, pronta a rivolgerlo con tutta la propria furia, con tuta la propria energia, in contrasto al mostro non appena questo fosse nuovamente avanzato verso di loro.

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