Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

lunedì 13 febbraio 2012

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E
se non identiche e pur pressoché tali avrebbero dovuto essere riconosciute le loro uniformi, fra uomini e donne, altrettanto non identiche, e pur ancor assimilabili avrebbero dovuto essere distinti i loro equipaggiamenti, le loro armi e le loro risorse difensive, laddove immediato, per la Figlia di Marr'Mahew fu censire come ognuno, indistintamente maschio o femmina che fosse, si presentava accompagnato nella propria destra, o mancina, da una spada, e nell'altro arto da uno scudo in legno e metallo, riservandosi ulteriore possibilità d'offesa, ancora, con uno stiletto infilato a lato della cintola e, infine e pur a lei non visibile, con un pugnale celato dietro la schiena. Un corredo di tutto rispetto, quali, in passato, la mercenaria si era riservata personalmente solo innanzi a un fronte bellico, nell'essere non a torto ritenuto qual eccessivamente ingombrante in un meno pretenzioso contesto qual quello per lei professionalmente abituale: assurdo, dopotutto, sarebbe stato ipotizzare di potersi confrontare in tal modo bardati templi abbandonati, spesso sotterranei e privi di autonome possibilità di illuminazione; così come roccaforti sperdute fra picchi montani, alle quali poter giungere solo affrontando onestamente la roccia più insidiosa; o altri ambienti abituali teatri delle sue imprese. Ciò senza considerare come, per sua disgraziata fortuna, il braccio destro in nero metallo dai rossi riflessi conquistato in sostituzione al proprio arto originale e tragicamente perduto, non si fosse mai negato l'opportunità di ergersi qual meraviglioso scudo a difesa del proprio corpo, forse in termini persino maggiori a quanto non sarebbe potuto altresì essere ove pur equipaggiata in egual misura ai propri attuali avversari.
A prescindere, tuttavia, da qualunque considerazione nel merito della presunta o effettiva utilità di tanta attrezzatura, indubbia sarebbe dovuta essere riconosciuta una certa preparazione all'arte della guerra in coloro lì dispostisi in loro contrasto laddove se anche qualunque sprovveduto avrebbe potuto impugnare una qualsiasi arma e reputarsi, a sproposito, al pari di un guerriero, solo chi altresì istruito al vero valore di ogni arma e di ogni protezione, e ai rischi connessi alla presenza delle une e delle altre, avrebbe saputo apprezzare l'utilità di porre al proprio fianco un peso quale quello pur rappresentato da uno scudo, e, malgrado ciò, conservare ancora sufficiente discrezione nei propri movimenti da riuscire quasi a eludere persino gli affinati sensi della particolare donna in questione.

« Ohi. » insistette Midda, non riuscendo a cogliere, nei propri interlocutori, alcuna particolare evidenza di reattività alle proprie parole, quasi al di là quelle maschere alcuna delle sue provocazione potesse trovare terreno fertile nel quale attecchire e proliferare « Non sarete legati a qualche particolare voto religioso, come una proibizione al dialogo?! Perché, in tal caso, mi spiacerebbe profondamente essere costretta a massacrarvi senza aver neppure avuto modo di ipotizzare per quale assurda ragione ci abbiate cercato. Ammesso, ovviamente, che vi sia una qualche motivazione… »

Tanto autocontrollo, simile quiete, qual pur appariva animare quella compatta armata, non avrebbe certamente deposto a favore dell'ancor più ristretto gruppo di avventurieri, i quali, forse e per la prima volta dopo molto tempo, avevano così incontrato una schiera di avversarsi effettivamente degni di loro, non comuni attaccabrighe, semplici predoni e tagliagole quali pur, ormai, difficilmente sarebbero stati in grado di solleticare il loro diletto in uno scontro, quanto, e piuttosto, un battaglione nel confronto con il quale le loro effettive speranze di sopravvivenza avrebbero potuto essere poste in forte dubbio. Enorme dubbio, addirittura, nel considerare la schiacciante disparità numerica.
Invero dimostrazione, tutto ciò, di un pessimo tempismo da parte del fato, se in esso si fosse pur voluto credere, ove fra tutte le possibili eventualità, fra tutti i più variegati momenti, aveva alfine deciso di offrire loro tale occasione proprio nell'unico mentre nel quale essi avrebbero altresì preferito poter proseguire serenamente nel proprio cammino, ovviando a qualunque distrazione e, ancor più, a qualunque perdita di tempo, ove per quanto ancora molte settimane li dividessero dall'esecuzione di Camne e Hui-Wen, soltanto stolido sarebbe potuto essere da parte loro ipotizzare di potersi permettere di rischiare la propria sopravvivenza, e il proprio tempo, in uno scontro di tale portata.

« Per me sono muti. O forse sordi. » ipotizzò Be'Wahr, forse ancor desideroso di canzonare quegli uomini e quelle donne, o forse effettivamente sincero in una simile constatazione.
« Io invece credo che siano solo stupidi. » minimizzò Howe, sorridendo sornione e, per un istante, volgendo lo sguardo al proprio compagno « Sicuro di non aver ricevuto un invito a prendere parte alla loro associazione? In fondo i requisiti li hai tutti. » soggiunse, ancora una volta dividendo in parti eguali il proprio sarcasmo fra i nemici e il fratello, seppur, in tal senso, animato da due intenti ben distinti.

Impossibile, a posteriori, fu definire in conseguenza di quale provocazione una fra gli uomini e le donne lì mascherati decise di prendere voce, dal momento in cui, addirittura, ella non volle offrire l'impressione di essere intervenuta nel desiderio di offrire replica a una qualunque fra le voci appena riservatale. Quanto, tuttavia, si offrì comunque indubbio, fu come, in effetti, alla fine una figura femminile fra le varie rosso vestite in silente attesa a loro circostanti, mosse un lieve passo in avanti, mantenendosi ancora a sufficiente distanza dal gruppo per non concedere evidenza di una qualche azione offensiva, e pur, al tempo stesso, emergendo dai propri simili quanto ritenuto adeguato per attrarre a sé l'interesse degli interlocutori e, in ciò, monopolizzare improvvisamente la loro attenzione, almeno sotto un profilo uditivo, ove pur i sensi dei mercenari, del marinaio e dello scudiero restarono ben allerta nell'esplicita volontà di non concedere la propria pelle qual gratuita alle pretese in tal modo avanzate a loro discapito.

« Midda Bontor. Howe Ahlk-Ma. Be'Wahr Udonn. » scandì la donna, o fanciulla, impossibile a dirsi, elencando ad alta voce e con assoluta precisione, seppur con tono inevitabilmente adulterato dalla propria stessa maschera bianca, scarlatta e nera, i nomi e i cognomi di tre fra i propri interlocutori, in effetti i soli che, sino a quel momento, si erano impegnati in facili ironie a suo stesso discapito « Onde ovviare a fraintendimenti, sappiate che il nostro incontro non è dettato dal caso, ma conseguenza diretta delle vostre azioni passate e, peggio, delle vostre intenzioni attuali: le stesse che, nel corso di questo viaggio, vi stanno guidando verso il recupero degli scettri dell'ultimo faraone. »

Inquietante e, ancor più, addirittura straordinario ebbe da considerarsi all'attenzione della Figlia di Marr'Mahew, posta al confronto con simile annuncio, non fu tanto la particolare confidenza da quella figura dimostrata nei riguardi di loro piani o, persino, delle reliquie da lei riportate da shar'tiagh; quanto, piuttosto, la banalità con la quale quella sconosciuta aveva appena scandito non solo i loro nomi propri, ma, anche, i loro rispettivi cognomi. Cognomi che, si rese tardivamente conto in quello stesso momento, neppure ella aveva avuto precedente occasione di sentir pronunciare, pur frequentando da lungo tempo la coppia di fratelli.
Nella loro comune quotidianità, nella vita di tutti i giorni, infatti, ella, così come chiunque altro suo pari, non era solita offrire una qualche effettiva e sostanziale importanza a simili dettagli nei propri interlocutori, alleati o avversari che essi fossero, sospinta in tal senso sia dalla consapevolezza di come troppo facilmente un nome e un cognome sarebbero potuti essere inventati, e pertanto comunque privi di qualunque valore, sia dalla coscienza di come non tutti avrebbero potuto far vanto di un cognome, ragione per la quale era solita ritenere un'ingiusta crudeltà insistere per porre qualcuno in imbarazzo in tal senso. Così, seppur non le era stata negata l'informazione nel merito di come i due avessero avuto, nella loro infanzia, delle famiglie affettuose alle quali offrire riferimento, la mercenaria non aveva comunque reso propria particolare curiosità in direzione di ulteriori dettagli, a incominciare dai loro stessi cognomi, ritrovandosi più che appagata dalla possibilità di riferirsi a loro semplicemente come Howe e Be'Wahr.

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