Midda's Chronicles - le Cronache

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Conclusa la lunga, lunghissima (tre anni...) pubblicazione de "Il viaggio continua", il racconto che, nella mia memoria sarà ricordato come l'episodio dell'ora più buia di questa pubblicazione; inizia oggi "Non abbassare lo sguardo", il 47° racconto della saga regolare di Midda's Chronicles (50° considerando anche i tre racconti pubblicati all'insegna del marchio Reimaging Midda)!
Racconto che, quindi, oltre ad avere potenzialmente un numero importante, ci accompagnerà verso il traguardo dell'11 gennaio 2018, ossia il decennale dall'inizio di questo viaggio insieme!

Grazie a tutti per l'affetto!

Sean, 5 ottobre 2017

domenica 5 febbraio 2012

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« C
iò che dici è corretto. » non poté evitare di confermare Av'Fahr, per quanto, in ciò, costretto a mutare radicalmente la posizione assunta un istante prima « Dopotutto, nell'eventualità che in quegli oggetti risieda un qualche potere, non ci è dato di conoscere come questo potrebbe interagire con chi già possiede quella corona di cui mi hai parlato… » esplicitò e approfondì, offrendo riferimento alla corona della regina Anmel nel merito della quale Midda aveva già avuto numerose occasioni di offrigli resoconto, soprattutto in riferimento al suo recente passaggio di proprietà.
« La corona… diamine, è vero! » esclamò Howe, aggrottando la fronte « Quasi me ne ero scordato… »
« A costo di fare la solita figura dello stupido… come è possibile che tua sorella sia impossessata della corona? » questionò Be'Wahr, storcendo le labbra « Anche ammettendo che sia stata Carsa a consegnargliela, la notizia di un furto occorso a discapito di lady Lavero si sarebbe rapidamente diffusa in tutta Kofreya: sappiamo bene, dopotutto, quant'ella non sia solita riservare benevolenza a coloro che giudica propri traditori. »

Lady Lavero, nobildonna della città di Kirsnya, era stata la mecenate che aveva avuto il duplice merito di formare, per la prima volta, il gruppo costituito da Carsa Anloch, Howe, Be'Wahr e, ovviamente, Midda Bontor, e di inviarlo, con ammirevole senso imprenditoriale, alla ricerca della corona perduta della regina Anmel, accettando di offrire a ognuno dei propri mercenari qualsiasi ricompensa essi potessero richiedere, o della quale potessero aver necessità, in cambio di quel servigio: non un'impresa semplice, non una conquista ovvia, ove, prima di allora, quella reliquia era stata considerata pressoché una leggenda, non diversamente dall'esistenza stessa della sua storica proprietaria, ma, comunque, un recupero che ella, e gli uomini e le donne che aveva preteso al proprio servizio, avevano dato riprova di poter tradurre in realtà, consegnandole, alla fine di una lunga, e pericolosa, avventura, quel prezioso cimelio di un'epoca non meno dimenticata, non meno obliata, nel confronto con la Storia e la consapevolezza dell'umanità a tal riguardo, rispetto all'epoca dei faraoni di Shar'Tiagh, e pur, evidentemente, occorsa, come così dimostrato.
A seguito di tale impresa, solo Carsa Anloch era rimasta al servizio di lady Lavero, nel mentre in cui tanto Midda, quanto Howe e Be'Wahr avevano preferito seguire vie alternative, altri percorsi che, tempo dopo, li avevano condotti a riunirsi e, paradossalmente, a ritrovarsi schierati in opposizione alla loro stessa ex-compagna, per interessi contrapposti. In tale, già spiacevole, frangente, tuttavia, Carsa aveva dimostrato ancora un certo senso dell'onore, arrivando, al termine di una dura battaglia, a rinunciare ai propri propositi. Rinuncia che, inevitabilmente, non era stata ben accolta dall'aristocratica sua mandante, la quale, per vendicarsi dell'intromissione di Midda Bontor, era arrivata a farla accusare del proprio stesso omicidio, da lei probabilmente simulato anche al supposto scopo di permettersi un allontanamento da una sfera pubblica dimostratasi di eccessivo disturbo per i suoi affari, per i suoi piani, qualunque essi fossero. Del resto, per lei, tale simulazione non avrebbe dovuto essere considerato un evento inedito, ove già per lunghi anni aveva finto la propria morte allo scopo di liberarsi di un fratello eccessivamente assetato di potere, il quale, per conquistarlo, non si era fermato innanzi ad alcun legame parentale, arrivando a sterminare ogni altro proprio familiare, sempre, e ovviamente, operando in maniera tale da non poter essere accusato di alcuno di tali omicidi, non desiderando inimicarsi le autorità cittadine che, a prescindere dal proprio comunque aperto asservimento al potere, difficilmente avrebbero potuto ignorare quegli avvenimenti se fossero stati condotti in maniera eccessivamente spudorata.
A partire da un simile soggetto, pertanto, il dubbio espresso dal biondo e vigoroso mercenario, nel merito di quanto difficilmente un furto a discapito della nobildonna sarebbe potuto passare inosservato, non avrebbe dovuto essere giudicato qual stolido o privo di fondamento, seppur anche a esso la sua interlocutrice non tardò a suggerire una adeguata argomentazione…

« Non hai torto. » annuì la Figlia di Marr'Mahew « Ma non dobbiamo dimenticarci di due particolari fondamentali. Innanzitutto, Lavero sta ora fingendo di essere morta e, in ciò, difficile sarebbe per lei avanzare pretese verso chicchessia attraverso canali tradizionali. » volle puntualizzare, suggerendo, in ciò, l'eventualità effettiva di un possibile furto a suo discapito « Inoltre, non dobbiamo scordarci con chi abbiamo a che fare: Carsa è un dannato genio dell'inganno… e Nissa ha risorse tanto elevate da poter probabilmente dichiarare guerra a qualunque nazione qui nei dintorni senza rischiare disfatta alcuna. »
« Mmm… » mugugnò Av'Fahr, forse a concedere evidenza di quanto, ancora, stesse seguendo il discorso in atto o, forse e al contrario, a evidenziare una propria difficoltà a seguire tutti quei discorsi, spesso facenti riferimento a eventi e persone a lui non completamente note.
« Ha ragione lui. » intervenne Howe, indicando il marinaio quasi in quella semplice, ed ermetica, espressione si fosse fatto latore di un profondo ragionamento, evidentemente fraintendendone le effettive motivazioni « Non dobbiamo neppure escludere la possibilità che Lavero, in tutto questo, non sia vittima ma complice: se, infatti, avesse trovato un modo per entrare in contatto con Nissa, e magari proprio attraverso Carsa, quelle due potrebbero aver stretto una qualche spiacevole alleanza. » definì la propria ipotesi, tutt'altro che priva di fondamento così come tutt'altro che tale era stata la questione espressa dal suo amico di sempre un istante prima.
« Veramente non avrei mai immaginato una tale ipotesi. » volle sottolineare l'unico rappresentate della Jol'Ange lì presente, sebbene senza, in ciò, tentare di prendere le distanze da quell'idea « Ma non credo che vi sia da escludere alcuna possibilità: non conosco questa Lavero, ma per come si è dimostrata capace di agire Nissa, nulla ha da considerarsi troppo assurdo per essere preso in esame. » espresse la propria personale opinione a tal riguardo « Sempre in tema di reminescenze passate, vorrei che tu non ti dimenticassi di come è riuscita a giungere a colpire mia sorella Ja'Nihr e capitan Salge. » soggiunse, indirizzandosi direttamente alla volta di colei che, per proprio carisma, e per destino avverso, sarebbe dovuta necessariamente essere riconosciuta quale la loro guida, il loro condottiero in quell'impresa.

L'eventualità di un'alleanza fra Lavero e Nissa, con il supporto di Carsa, non poté che rendere decisamente inquieto l'animo della mercenaria dagli occhi color ghiaccio, laddove, per così come allora paventata, avrebbe reso ancor più complessa l'attuazione di ogni piano a discapito delle loro avversarie e, ancor più, in soccorso ai due prigionieri trasferiti all'isola di Rogautt, già tutt'altro che facilitato dalla presenza, a loro guardia, di qualunque equipaggio pirata di quell'angolo di mondo, con, forse, la sola eccezione rappresentata da Lehn-Ha e dai suoi uomini, per quanto recentemente emerso.
Simili pensieri, tali ipotesi, sebbene da non escludere, da non ignorare nella loro ragionevolezza, ella comprese che non avrebbero tuttavia dovuto assorbire completamente il loro interesse, la loro attenzione come, altresì, già stavano compiendo in quel momento. In caso contrario, concrete o no che avessero da considerarsi tali questioni, esse sarebbero riuscite a impedire loro qualunque azione, nel timore di come, in caso contrario, le loro ipotetiche avversarie avrebbero potuto reagire a loro discapito o, peggio, a discapito delle persone a loro più care, come già, purtroppo, avevano dato riprova di non riservarsi esitazione a compiere. Per tale ragione, allo stesso modo in cui, nel corso di un combattimento, di un duello, sopravvalutare il proprio avversario sarebbe stato un errore non inferiore a sottovalutarlo, anche in quel momento non si sarebbero dovuti concedere di considerare lo scenario peggiore o avrebbero, in tal modo, segnato la propria sconfitta con le proprie stesse mani.

« Fermatevi! » ordinò pertanto, levando entrambe le mani a imporre quiete al gruppo di interlocutori « Lungo questa strada finiremo solamente per convincerci che non valga neppure la pena lottare contro Nissa, Carsa, Lavero o chicchessia. » evidenziò, a sostegno del proprio comando « La nostra unica priorità, ora, è riappropriarci di quegli scettri, per salvare Camne e Hui-Wen, e per sperare di poter finalmente porre fine a tutta questa folle questione. » definì, non offrendo spazio di replica alcuno a tale fondamentale assunto, quasi un dogma imposto loro dagli dei « Ora, quindi, per carità… potete dirmi che fine ha fatto il flagello?! »

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