Midda's Chronicles - le Cronache

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E dopo tante peripezie... riprendiamo oggi la pubblicazione regolare delle Cronache di Midda!
Dal momento che sono trascorsi due anni dall'inizio della pubblicazione della 46° avventura di Midda, analogamente a quanto già fatto per Un altro morde la polvere, per qualche giorno saranno ripubblicati tutti gli episodi già irregolarmente pubblicati fra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, per poi procedere con il proseguo delle vicende della nostra mercenaria preferita... e questa volta della sua versione "Terra Prime"!

Grazie a tutti per l'affetto e la fiducia dimostratami...

Sean, 7 agosto 2017

sabato 19 agosto 2017

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« Mia cara… » sorrise il primo ufficiale, in un gesto allor più contraddistinto da dolce premura che da un qualche intento ironico, o peggio sarcastico, nei riguardi della propria interlocutrice, non avendo, del resto, la benché minima ragione per potersi altrimenti rivolgere a lei « … fidati se ti dico che tu puoi essere riconosciuta straordinariamente speciale a prescindere da questioni di ordine meramente estetico. » asserì, appoggiandole delicatamente la mancina sull’avambraccio destro, a dimostrare, in tal senso, complicità con lei « E mi fosse concessa la possibilità di scegliere, sarei ben lieta di poter vantare un retaggio simile al tuo, a discapito di tutti gli sciocchi pregiudizi che ti discriminano all’interno di termini quali chimera o mezzosangue. »

E del tutto onesta, in simile presa di posizione, Lys’sh riconobbe lì essere la propria amica, in tal senso ritrovandosi, oltretutto, priva di qualunque possibilità volta ad accusare sorpresa o stupore per quanto dichiaratole, laddove, mai ella, così come Midda Bontor d’altro canto, aveva fatto segreto, in precedenza, di tanta approvazione nei suoi riguardi, tributandole un giudizio sì positivo, a tratti persino entusiastico, come, in verità, poche volte le era stata offerta opportunità di ascoltare per voce di uomini o donne umane… completamente umane, quantomeno.
Al pari della maggior parte delle razze non umane dell’universo, anche nella storia degli ofidiani, proprio malgrado, non erano mancati episodi di assoluto pregiudizio e accesa avversione, complice, sicuramente, il loro aspetto prossimo a quello di un rettile, di un serpente, innanzi al quale, evidentemente, atavici terrori erano soliti insorgere nelle menti meno aperte e disponibili a un pacifico confronto. Addirittura la stessa Figlia di Marr’Mahew, non senza sincero imbarazzo e rammarico, aveva offerto riferimento a incontri e scontri, occorsi sul proprio pianeta d’origine, con creature non umane che, in maniera ingiustamente arbitraria e, pur, non così difficilmente giustificabile, erano state semplicemente considerate dei mostri e, in quanto tali, esseri malvagi da perseguitare e abbattere alla prima occasione utile. E benché, in tutto quello, la mercenaria non avrebbe potuto produrre prove utili a offrire certezza di quanto, le “bestie” da lei violentemente abbattute nel corso delle proprie imprese, altro non fossero dei rappresentanti di diverse razze, di altre civiltà; un’ammissione di colpa, e una contrita richiesta di scuse, non era mancata, a tempo debito, nei confronti della sua nuova amica, identificata, a titolo generico, qual rappresentante di tutte le razze non umane dell’universo e, anche, del suo mondo di origine.
Innanzi a simile ammenda, poi, Lys’sh non si era negata occasione di minimizzare le possibili colpe della propria interlocutrice, nel ben riconoscere quanto, esattamente come fra gli umani, non tutte le chimere avrebbero avuto a poter essere globalmente riconosciute qual creature pacifiche, desiderose semplicemente di vivere la propria esistenza senza alcun genere di conflitto… un errore comune, quello che avrebbe potuto derivare dall’assunzione di troppo sbilanciate posizioni anti-razziste, con il quale, suo malgrado, anche il buon Be’Sihl aveva avuto immediata occasione di riprova. Nell’essersi trovato, poco dopo il proprio arrivo su Loicare e la propria conseguente separazione forzata dall’amata, ben accolto da un gruppo di canissiani, infatti, l’ex-locandiere aveva maturato un’immediata e assoluta simpatia nei loro confronti, escludendo la possibilità di ricevere il benché minimo danno da qualunque esponente di simile razza: purtroppo, o, forse, per propria fortuna, nell’aver, in ciò, potuto correggere immediatamente il proprio sbagliato assetto psicologico, egli aveva scoperto a proprie spese quanto non tutti i canissiani avrebbero avuto a doversi considerare inoppugnabilmente buoni e altruisti, nel ritrovarsi a essere tradito e letteralmente venduto da una giovane cagnetta che, pur, non aveva poi mancato di pagare pegno per il proprio errore, ovviamente per l’impietoso intervento della mano dell’Ucciditrice di Dei.
Pur non dovendo, quindi, incedere in posizioni inaccettabilmente razziste e, parimenti, neppure in estremismi antitetici, Lys’sh avrebbe avuto a dover essere riconosciuta, dalle proprie amiche e sorelle d’arme, qual effettivamente una figura straordinaria, così psicologicamente come, necessariamente, fisicamente. E in nulla e per nulla, né l’opinione allora proclamata da Duva, né eguali eventualmente prodotte da Midda, avrebbero avuto a potersi considerare facile lusinga allorché sincera espressione di stima e, persino, di un pizzico d’invidia.

« Sei troppo buona con me… » chinò lo sguardo, necessariamente in difficoltà a quell’affermazione, non sapendo neppure immaginare in quali termini poter replicare a tutto ciò « Grazie. » si limitò a dichiarare, offrendo un lieve sorriso.
« Mai stata troppo buona con nessuna! » protestò l’altra, ora reagendo quasi infastidita da quell’ultima asserzione, così come se, in essa, le fosse stato rivolto un qualche genere di insulto « Per favore, non ripeterlo in presenza di altri… o la mia immagine di dura “tutta d’un pezzo” potrebbe risultarne spiacevolmente lesa. »
E Lys’sh, a quel rimprovero, non si negò un’aperta e divertita risata, scuotendo poi il capo, nel cercare di rassicurare la propria sodale a tal riguardo: « Non sia mai! » escluse, con irrefrenabile ilarità « Soprattutto agli occhi del tuo ex-marito che, magari, potrebbe fraintendere tutto ciò come un segno di debolezza da parte tua… »
« … e approfittarne! » puntualizzò Duva, avallando e completando lo scenario ipotetico così propostole, estemporaneamente sforzandosi di non cedere ancora a un’aperta espressione di gioco e di dimostrarsi, in tal senso, seria nelle proprie parole « Che quello è un gran furbone, in misura tale che tu non puoi neppure immaginare. »
« Del resto, almeno una volta è riuscito a fartela. » osservò l’ofidiana, strizzando l’occhio destro in segno di complicità.
« Non credo proprio… » obiettò la prima, corrucciando la fronte a esprimere tutto il proprio diniego innanzi all’eventualità così suggerita dalla compagna « ... deve ancora nascere l’uomo in grado di avere la meglio su di me! » esclamò, con fierezza nelle proprie parole e nella propria postura, mantenendo il capo alto a offrire pratica riprova, in tal maniera, di tutta la propria superiorità fisica e morale.
« Dici?! » suggerì l’altra, socchiudendo maliziosamente gli occhi « Eppure Lange è riuscito a farti diventare sua moglie… almeno per un certo periodo! »
« Eh no! » sollevò la propria destra e, con essa, l’indice della medesima, a richiedere possibilità di intervento immediato in quanto stava venendo argomentato a suo supposto discapito « Non è stato Lange a farmi diventare sua moglie… sono stata io a farlo diventare mio marito! Sia chiaro! »

E, a simile, paradossale ribaltamento della tesi, neppure Duva riuscì a mantenere ulteriormente la serietà nella quale si era ammantata sino a quel momento, scoppiando a ridere e ritrovandosi, presto, accompagnata da Lys’sh, non meno divertita rispetto a lei per la conclusione alla quale, tutto quel loro dialogo, aveva finito per condurre.

Proseguendo, con quel medesimo tenore, in chiacchiere più o meno veniali e facenti proprie l’esplicita volontà di distrarsi contemporaneamente dall’attività che stavano compiendo e, ancor più, dalle ragioni alla base di simile compito, nell’idea di quanto, quello, avrebbe potuto rivelarsi essere il loro ultimo viaggio insieme, l’ultimo volo della Kasta Hamina prima di una prematura e tragica conclusione delle loro vite; le due donne completarono la verifica di un’altra coppia di container prima di giungere, all’inizio del settimo, a potersi ormai considerare indiscutibilmente più prossime alla coda che alla testa della nave.
Fu proprio, però, all’ingresso nella testa del settimo vagone di stiva connesso alla classe libellula, che qualcosa sorprese gli affinati sensi dell’ofidiana, costringendola a un meditabondo arresto.

« Che succede?! » le domandò Duva, bloccandosi accanto a lei e, pur, almeno nell’immediato, non cogliendo la perplessità dell’altra, motivo per il quale non ebbe ragione per ovviare all’ennesima scherzosa provocazione « Sei già stanca all’idea di esplorare le infinite meraviglie che stiamo trasportando? »

(episodio precedentemente pubblicato il 20 gennaio 2015 alle ore 7:20)

venerdì 18 agosto 2017

2281


Per quanto Midda, indubbiamente, rappresentasse per lei una straordinaria occasione di confronto e di complicità con un animo affine, con una gemella mai conosciuta; Duva non avrebbe potuto negare quanto, obiettivamente, avrebbe potuto considerarsi persino più felice per la presenza di Lys’sh a bordo di quella nave, e, di conseguenza, nella sua vita, rispetto a quanto non avrebbe potuto sentirsi di essere nei riguardi della partecipazione della prima a quella loro comune quotidianità. La giovane ofidiana, come aveva imparato ormai ad apprezzare, era infatti in grado di contribuire, a ogni contesto, con uno sguardo ancora squisitamente giovane, non ingenuo o infanti, e pur giovane, fresco, indubbiamente allegro e straordinariamente positivo, caratteristiche trasparenti di un’indole tutt’altro che comune, soprattutto nel considerare quanto, purtroppo, al di là della propria giovane età, ella avesse già vissuto più esperienze negative di quanto molti altri avrebbero potuto accusare di aver affrontato in una vita intera. In conseguenza a tutto ciò, invero, in Lys’sh avrebbe potuto essere individuata una presenza incredibilmente preziosa a contributo della pur già riccamente eterogenea varietà rappresentata dai membri dell’equipaggio della nave, al contempo capace di agire, e agire con incontrovertibile efficacia in qualunque genere di contesto bellico, e, d’altra parte, di offrirsi qual un’amabilmente piacevole compagnia in qualunque altro momento, come in quello stesso frangente, nel quale, senza facili pudori, si stava offrendo genuina e spontanea in ogni proprio gesto, in ogni propria parole, in ogni proprio pensiero.
Volendo ricercare un’adeguata misura di paragone, là dove la Figlia di Marr’Mahew rappresentava per Duva una perfetta gemella, con la quale essere certa di condividere, a priori, ogni genere di emozione, desiderio, pulsione e pensiero, e nella quale essere certa di poter trovare, in qualunque momento, una complice perfetta per ogni propria avventura; la giovane ofidiana si poneva più prossima a una sorella minore… non nell’intendimento volto a richiederle di proteggerla o educarla, quanto e piuttosto in un’interpretazione utile a concederle più facili possibilità di svago per quanto, alla base, offrendole ancora una volta una figura comunque affine, nella quale potersi riservare una totale occasione di fiducia e, all’occorrenza, una non meno valida compagna di ventura.

« E’ un peccato che la nostra permanenza su Loicare non sia stata propriamente… tranquilla. » osservò il primo ufficiare, offrendo riferimento ai fatti propri del loro ultimo, significativo, scalo su un pianeta « Laggiù conoscevo un paio di luoghi che ti avrebbero costretta a rivedere drasticamente il tuo concetto di centro commerciale… in positivo, intendo. Molto in positivo. » commentò, volendo contribuire, a modo suo, a quell’estemporanea frivolezza e, in effetti, non potendosi negare un certo dispiacere di fondo nel non aver potuto approfittare di alcuna stagione di saldi in quell’ultimo ciclo, visto e considerato quanto era accaduto.
« Visto e considerato quanto è accaduto… » rispose Lys’sh, offrendo riprovare di essere in grado di cogliere in maniera incredibilmente precisa lo stato d’animo della propria interlocutrice e, con esso, anche il flusso dei suoi pensieri per così come non apertamente condivisi « … e visto quanto nessuna fra noi sia propriamente al culmine delle simpatie dell’omni-governo o dell’accusatore Pitra Zafral… » soggiunse e precisò, in riferimento ai precedenti giudiziari, invero irrisolti, che avevano visto lei, Duva e Midda riunite in un carcere lunare con imputazioni di diversa entità « … sono certa che qualunque eventuale offerta ci sarebbe potuta essere riservata in quei luoghi non sarebbe stata comunque sufficientemente vantaggiosa, per noi. » sorrise e minimizzò, stringendosi fra le spalle.
« Inconfutabile. » annuì l’altra, accennando appena a una risatina, lasciando correre la propria immaginazione a delineare il quadro potenzialmente rappresentato dal loro ingresso in un centro commerciale e dalla successiva caccia all’uomo che, entro quelle mura, sarebbe immancabilmente iniziata, offrendo loro una ben diversa occasione ricreativa rispetto a quella che avrebbero potuto sperare di riservarsi all’interno di una simile struttura « Sebbene, anche così, ci saremmo probabilmente divertite… » ammiccò, conscia di quanto quel suo particolare concetto di divertimento non sarebbe stato sgradito alla compagna così come, sicuramente, sarebbe poi risultato all’attenzione del loro capitano, il quale non avrebbe ovviato a rimproverarle… e a rimproverarla, per l’accaduto, partendo dal non poi così assurdo presupposto di quanto, da parte loro, tale tafferuglio, sarebbe stato volontariamente ricercato all’unico scopo, per l’appunto, di soddisfare la propria brama di svago.
« Innegabile. » concordò l’ofidiana, annuendo a quella prospettiva « Ciò nonostante, almeno una volta, dovremo impegnaci seriamente in un giro per negozi: non tanto per noi, quanto e piuttosto per la nostra cara Midda. » propose, subito dopo, a non escludere del tutto l’eventualità rappresentata da un giro in un centro commerciale animate da un esplicito intento rivolto allo spendere crediti in abbigliamento, accessori e quant’altro « Potrei sbagliarmi… ma non credo che sul suo mondo quello del grande magazzino sia un concetto comunemente diffuso. »
« No… in effetti anch’io non credo. » commentò Duva, dopo una rapida riflessione a tal riguardo, provando a proiettare l’immagine propria di quanto per loro quantomeno comune in un contesto qual quello suggerito dalle descrizioni della mercenaria nel merito del proprio mondo e delle dinamiche lì vigenti, non riuscendo, obiettivamente, a lasciar collimare i due concetti in alcun modo « E probabilmente è anche per questa ragione che Midda è, probabilmente, la donna meno vanitosa con la quale abbia mai avuto a che fare in tutta la mia esistenza… » argomentò in coda, spostando quel momento di chiacchiere attorno alla loro comune amica, alla loro nuova sorella « Diamine: avessi io la metà del suo davanzale, indosserei sempre delle scollature così profonde da mostrare l’ombelico… e non che, abitualmente, io mi risparmi in tal senso. »
« Invidi il suo seno…?! » trattenne, a stento, evidente ilarità, a quel commento così indirizzato nei riguardi del loro capo della sicurezza.
« Quel seno per una donna della sua età, poco più della mia, oltretutto, che proviene da un mondo totalmente privo di qualunque genere di consapevolezza medica… figurarsi, quindi, della più banale idea di chirurgia estetica?! » esplicitò l’altra, sgranando appena gli occhi e alzando le mani innanzi al proprio seno a mettere in evidenza la palese differenza di proporzioni esistente fra loro « Certo che invidio il suo seno. E anche i suoi glutei, le sue labbra e tutto il resto! » ammise, senza tentare di dissimulare tale emozione « Che poi sarei disposta a morire piuttosto che ripeterlo innanzi a lei, è un altro paio di maniche. Ma, credimi, solo una sciocca non invidierebbe Midda per quello che è… »
« Devo ammettere che la mia natura ofidiana mi rende in parte difficile esprimere giudizi nel merito della vostra bellezza, partendo da parametri di giudizio diversi dai vostri… ciò non di meno, e non per riservarti lusinga, non credo che neppure tu sia tanto male sotto un profilo di natura estetica. » obiettò Lys’sh, in tal senso, sinceramente, ben distante dal potersi considerare animata da un qualche intento consolatorio nei riguardi dell’interlocutrice, così come, anche, esplicitamente annunciato.
« Ti ringrazio… » annuì appena Duva, non rifiutando quel complimento, soprattutto ove rivoltole con tanta palese genuinità « Però… per quanto io non sia una che, abitualmente, indulge eccessivamente nell’uso e nell’abuso di trucchi estetici e simili, non posso evitare di pensare a quanto sicuramente più accattivante sarebbe in grado di apparire la nostra amica, se solo si concedesse qualche piccolo accorgimento. » continuò poi, con una nota di apparente dispiacere nella propria voce, come se, quella questione, avesse a riguardarla personalmente « Anche se, probabilmente, è anche questo aspetto di lei che la rende così speciale: essere in grado, sempre e comunque, di accettarsi per quello che è, senza in alcun modo volersi sforzare per appagare eventuali pretese estetiche da parte di coloro che la circondano. »
« Ehy… anche io non uso alcun genere di trucchi per essere la splendida donna che sono! » protestò l’ofidiana, fingendosi, giocosamente, offesa per la più totale mancanza di considerazione che le era, in ciò, stata riservata a opera della controparte « A questo punto, il fatto di essere speciale vale anche per me… vero?! »

(episodio precedentemente pubblicato il 19 gennaio 2015 alle ore 7:20)

giovedì 17 agosto 2017

2280


A differenza di Midda, che, pur non avendo avuto pregresse esperienze a bordo di astronavi, aveva vissuto per anni qual marinaio e marinaio nel senso più classico, più puro, più originale del termine, in riferimento alle vaste e incontaminate distese di mari e oceani, all’interno del per lo più inesplorato territorio dei quali non avrebbero avuto a dover essere considerati meno pericoli rispetto alle allor raggiunte infinità siderali; e persino a differenza di Be’Sihl, che, non potendo vantare una storica confidenza né con lo spazio né con gli oceani, non si era pur negato, in quegli ultimi anni, anche e soprattutto in conseguenza al rapporto con la propria amata, occasione per maturare una neppur minimale dimestichezza con la vita all’interno di un equipaggio, in tutte le proprie regole non scritte, in tutte le proprie probabilmente universali convenzioni, nell’essersi ritrovato, anche privo di concreto entusiasmo, a doversi confrontare a propria volta con il mare e le sue peculiari leggi; per Har-Lys’sha, quella offertale sulla Kasta Hamina avrebbe avuto a dover essere pur riconosciuta quale la prima, inedita ed effettiva opportunità di vita su una nave. Una scommessa, una sfida, un balzo nel vuoto, il suo, che, in conseguenza a tutto ciò, avrebbe potuto rivelarsi potenzialmente disastroso e che pur, almeno fino a quel momento, per lei avrebbe avuto a doversi considerare qual una partita, o, più precisamente, una partita d’esordio, straordinariamente vinta.
Se l’incontro fra Lys’sh, Midda e Duva era stato, obiettivamente, conseguenza di una sequenza di fortunate circostante che avevano permesso a quelle tre, tutt’altro che comuni, figure femminili di entrare a contatto, di stabilire un rapporto e, su piani paralleli, un’alleanza e un’amicizia; la sorellanza che, da tutto ciò, era derivata, non avrebbe potuto che essere attribuita, nei propri meriti, all’impegno di tutte e tre in tal senso, incominciando, invero, anche e soprattutto dalla giovane ofidiana: questa, infatti, non priva di un’evidente lungimiranza, aveva voluto fin da subito investire tempo e risorse in quelle ipotetiche compagne, potenziali complici, fino ad accettare di porre in giuoco il proprio futuro accanto a loro… così come, del resto, le altre due donne non avevano dimostrato esitazione a compiere nel momento in cui si erano inizialmente precipitate in suo soccorso in occasione di un possibile pestaggio, se non, direttamente, omicidio, in un cunicolo sperduto delle miniere-prigione entro le quali tutte e tre erano state deportate e incarcerate. A quella prima, estemporanea, battaglia, a quella sfida che, per il Fato, era stato evidente pretesto allo scopo di assemblare una tanto efficace squadra, erano, subito dopo, seguite rapidamente molte altre, nel corso di ognuna delle quali era stata possibilità, una volta per Duva, un’altra per Midda e, ancora, per Lys’sh, di dimostrare il proprio valore e di agire a indomito soccorso e sostegno delle proprie sorelle.
Nel confronto con tutto ciò, benché palesemente il capitano della Kasta Hamina avrebbe preferito ovviare ad accogliere nuovi membri nel proprio equipaggio e, in particolare, due figure tanto particolari quali quelle di una guerriera mercenaria qual la Figlia di Marr’Mahew, oppure qual la giovane ofidiana, colpevole, proprio malgrado, di rammentargli il brutale assassinio della propria prima sposa semplicemente in quanto non umana; né egli, né altri, avrebbe potuto separare quanto era stato unito. Così come, d’altro canto, per alcuna ragione, la stessa Lys’sh avrebbe potuto rinunciare all’occasione lì offertale per ritrovare, in quello stesso equipaggio, una nuova famiglia, nuovi fratelli e sorelle volti a colmare il vuoto lasciato nel suo cuore dall’ancor più brutale massacro della propria famiglia per mano di un folle genocida di nome Kirthar Voor Lonnegerth o, più semplicemente, Nero, come egli preferiva farsi chiamare.
Con buona pace per il buon capitan Rolamo, in quegli ultimi mesi Lys’sh si era integrata alla perfezione all’interno dell’equipaggio, riuscendo, pur priva di un incarico specifico qual quello che era stato assegnato all’Ucciditrice di Dei, a adempiere alla perfezione a qualunque compito le fosse stato destinato, con perizia, con impegno e, dettaglio non banale, con umiltà utili a permetterle di entrare immediatamente nel cuore di tutti coloro a lei circostanti giocando un ruolo persino più importante, in tal senso, di tutto l’indubbio carisma e l’incontenibile fascino proprio, accanto a lei, del nuovo capo della sicurezza della nave. E in merito al fatto che ella fosse un’ofidiana, così come non avrebbe potuto celare neppure volendo, in conseguenza alle proprie fattezze sì femminili, e pur incontrovertibilmente rettili, per nessuno si era dimostrato essere motivo di imbarazzo. Al contrario: comprovando la propria più totale assenza di qualunque forma di pregiudizio razziale, Mars Rani non aveva rinunciato a offrire sfoggio di tutto il proprio repertorio per cercare di conquistarsi i favori di Lys’sh in misura persino più esplicita di quanto non avesse tentato di fare nei confronti di Midda, verso quest’ultima limitandosi a banali ammiccamenti, a qualche battuta ardita e pur nulla più, mentre, nei confronti della prima, giungendo a suggerire l’ipotesi di un vero e proprio appuntamento. Possibilità che la giovane non aveva precipitosamente escluso, senza pur, almeno fino ad allora, esplicitamente impegnarsi in alcun modo.
Anche in quell’ultima occasione, a fronte di quell’ultima richiesta rivoltale, coerentemente con quanto aveva sempre compiuto sino ad allora, Lys’sh volle dimostrarsi oltremodo dedita alla prospettiva di esplorare l’estesa sezione di coda della nave, affrontando con entusiasmo quanto, parimenti, accanto a lei, non si stava impegnando a dimostrare il primo ufficiale. In verità, comunque, più che l’approccio quasi annoiato di Duva, ben giustificabile sarebbe stata la curiosità propria dell’ofidiana, soprattutto in considerazione a quanto, almeno lì, stava venendo loro concessa una concreta opportunità di distrazione…

« Lo ammetto: pur ormai vivendo quotidianamente a bordo della Kasta Hamina, tendo a dimenticare quanto, effettivamente, sia vasta… » si confidò con l’amica, osservandosi attorno con massima attenzione, quasi, attorno a loro, avessero a considerarsi incantevoli paesaggi, allorché una serie sconfinata di casse di ogni forma e dimensione, pur ordinatamente stoccate lungo diverse corsie e su diversi ripiani, all’interno del vasto container nel quale entrambe avevano sospinto i propri passi, a proseguire nella loro azione di controllo.
« Beh… tecnicamente parlando la nave non è poi così grande. » puntualizzò Duva, non tanto nel desiderio di subentrare in contrasto all’opinione così riportata, quanto e piuttosto di stimolare quel dialogo, per lei, allora, possibile occasione di distrazione da quanto, al di là di ogni altra considerazione, difficilmente avrebbe potuto ritenere un lavoro esaltante « Ad ampliarne, almeno in apparenza, le dimensioni, tuttavia, collabora sicuramente la coda, attualmente costituita da ben undici container come questo. »
« Dettagli… » minimizzò l’altra, scuotendo appena la testa e stringendosi, nel contempo di ciò, fra le spalle, a meglio esplicitare quanto, personalmente, quell’ultima opinione avrebbe avuto a doversi considerare espressione di un formalismo per lei del tutto irrilevante, nel ritrovarsi naturalmente più rivolta alla sfera emotiva dell’intera questione ancor prima che a qualche pignoleria di natura tecnica « Cioè… diamine! Anche ammesso di ritrovarci effettivamente bloccati all’interno di questo campo di radiazioni per qualche settimana, e di decidere di impegnarci ad aprire qualcuna di queste casse, potremmo spendere un mese intero soltanto per… boh?!... questa singola corsia, probabilmente. »
« Personalmente non penso che ci impiegheremmo così tanto tempo. » obiettò la prima, arricciando e contraendo appena le labbra sul fronte destro, a dimostrare un intento riflessivo nel merito di tale stima, pur senza poi sbilanciarsi in una propria valutazione, nel preferire rigirare la questione sotto un diverso punto di vista indubbiamente più condivisibile « Ma… ti dirò: spero proprio di non ritrovarci a scoprire chi fra noi possa avere effettivamente ragione! »
« Ovviamente. » annuì Lys’sh, pur, un istante dopo, soffermandosi per un istante nuovamente su tale ipotesi, e lasciando trasparire, quasi, una certa delusione all’idea di non potersi impegnare, realmente, in tal senso « Capisco come, per te, questo sia solo un altro viaggio come molti, e capisco anche che, probabilmente, fra qualche anno, anche per me questo genere di quotidianità potrebbe risultare meno accattivante di quanto, ora, non appaia… ma... ora come ora, non riesco a non provare folle curiosità nei confronti di tutte queste casse, di tutta questa merce che stiamo trasportando da un lato all’altro della galassia. » ammise, non frenata, in tale asserzione, da alcun genere di imbarazzo, né di timore per l’eventualità di un imbarazzo, in una predisposizione psicologica di assoluta apertura nei riguardi della propria interlocutrice « Cioè… diamine! » si ripeté « Dipendesse da me, probabilmente, starei già frugando a destra e a manca, come in un centro commerciale in stagione di saldi! »

(episodio precedentemente pubblicato il 14 gennaio 2015 alle ore 23:22)